L’AQUILA – “La senatrice Stefania Pezzopane ha reiterato con vigore, nella sua veste di elettrice e di parlamentare, la richiesta al presidente D’Alfonso di dimissionare il sottoscritto. Da quanto si evince con molta chiarezza, leggendo la nota in questione, le ragioni della richiesta sono due: la prima in assolvimento di uno scambio pre-elettorale ‘ti do i voti se cacci il direttore generale della Asl’; la seconda per impedire a quest’ultimo di nominare i direttori di dipartimento e vari primari”.
Lo scrive in una nota il manager della Asl Giancarlo Silveri, giunto alla seconda replica a fronte di altrettanti affondi della senatrice aquilana, che ha chiesto le sue dimissioni, con la quale ha in atto una guerra al calor bianco.
Lo scontro, in corso da prima delle elezioni regionali che hanno incoronato Luciano D’Alfonso, ha ripreso forza in più episodi con numerose richieste di dimissioni, sospinte anche dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che è medico in aspettativa della stessa Asl dove era tornato a lavorare per un anno e mezzo circa.
Ultima causa scatenante, la vicenda dei lavoratori del centro unico di prenotazione (Cup) riassunti dal nuovo gestore Gpi con proposta di contratto a tempo determinato che solo dopo laboriose trattative è tornato a tempo indeterminato come era nella precedente gestione.
“Mentre, in quanto elettrice, può ignorare quanto previsto dalle leggi riguardanti le aziende sanitarie, in quanto senatrice dovrebbe conoscere bene le stesse leggi. I casi nei quali un direttore generale può essere rimosso – aggiunge Silveri – sono molto ben normati e, allo stato delle cose, non consentono al presidente della Regione di poter agire nel senso voluto nei miei confronti. Quindi, a meno che io non lo voglia, lo scambio voti contro dimissionamento non può perfezionarsi”.
“Per quanto riguarda invece il voler impedire che sia io a nominare i direttori di dipartimento e vari primari, la questione si fa molto più delicata”, prosegue ancora.
“Mi pare di ricordare che, per cose molto più lievi nel campo delle nomine in discorso, anche qualche tempo fa scattarono le manette per un amministratore regionale della Campania – ricorda Silveri – Tali nomine, infatti, sono prerogativa esclusiva dei direttori generali e qualunque interferenza può assumere la gravità di reato penale”.
“Poiché io sono direttore generale nel pieno dei poteri e quindi delle responsabilità che da questi derivano e nel pieno del mio mandato (il mio contratto scade nel gennaio 2018) – sostiene poi – ho il dovere di procedere alle nomine di figure e organismi all’interno dell’azienda secondo quanto previsto dalle norme e nel pieno rispetto delle mie prerogative”.
Il dg ritiene pertanto “doveroso, visto lo stato delle cose, procedere in questo senso, con ogni possibile rapidità al fine di evitare imbarazzi a figure istituzionali della Regione, che stimo e rispetto, e anche per scongiurare che possano essere chiamate a rispondere di possibili ipotesi di reato. Per lo stesso motivo, di eventuali dimissioni, pur non dovute e sempre se richieste, se ne parlerà dopo”, conclude.
PEZZOPANE: ”CENTRODESTRA NON VUOLE MOLLARE L’OSSO”
“Conosco molto bene le leggi e i loro meccanismi e, visto che Silveri ha scritto che si dimetterà solo se a chiederlo saranno le competenti figure istituzionali, ho sollecitato i vertici della Regione Abruzzo a fare quanto indicato dallo stesso Silveri e quanto promesso dal Presidente della Regione, non alla mia persona, ma a migliaia e migliaia di elettori, che chiedevano un cambio di passo”.
La senatrice Stefania Pezzopane replica così alle ultime dichiarazioni del direttore generale della Asl N°1 Giancarlo Silveri.
“Ho sostenuto e sostengo il presidente D’Alfonso per ragioni ben più consistenti dell’avvicendamento del manager – spiega – In particolare perché auspico un cambiamento in Abruzzo rispetto all’oscurantismo della giunta Chiodi, di cui Silveri è stato esplicita espressione.
Sebbene in una libera democrazia ogni cittadino ha libertà di parola e dunque può chiedere a chiunque, dunque anche al direttore della Asl, di farsi da parte, la facoltà di adottare provvedimenti formali appartiene chiaramente ai vertici politici della Regione”.
“La stessa facoltà di cui si è avvalso l’ex presidente, Gianni Chiodi, quando chiese le dimissioni dell’allora direttore generale Marzetti – prosegue – Anche a lui il mandato sarebbe scaduto diversi mesi dopo, ma Marzetti si dimise, con grande coerenza. E da quelle dimissioni fu proprio Silveri a beneficiarne. Non ricordo che allora Silveri invocasse la legge a protezione di Marzetti”.
“Se allora il centrodestra non gridò allo scandalo, anzi sostenne l’avvicendamento tra i due, ritenendolo un fatto normale, dal momento che erano cambiate le condizioni e lo scenario politico ai vertici della Regione Abruzzo, non vedo il motivo per cui adesso Forza Italia abbia un atteggiamento diverso – aggiunge – La difesa di Forza Italia fa capire come parte della destra non voglia mollare l’osso. La vicenda del cup è solo l’ultima evidente prova di mala gestione ed il centrosinistra ha il dovere di cambiare rotta”.
“Se il manager ritiene che la sua figura sia indispensabile, tanto da dover restare e se gli amministratori regionali lo ritengono adatto ad attuare i nuovi programmi del centrosinistra, ne prenderò atto – conclude – ma migliaia e migliaia di elettori, come me, hanno sostenuto questo presidente perché in sanità si cambiassero registro e politiche e siamo tutti in attesa di vedere in pratica cosa significa questo cambiamento annunciato prima delle elezioni”.





