PESCARA – Paradossi della sanità abruzzese commissariata e indebitata. 

Alla Asl di Pescara c’è carenza cronica di infermieri e quelli che ci sono devono fare turni a volte massacranti, ma c’è un numero oltre il fabbisogno di chi li coordina. 

La denuncia, non nuova, è del sindacato Fials (Federazione italiana autonoma lavoratori sanità) e il riferimento è alla promozione, avvenuta negli ultimi dieci anni, di una trentina di infermieri alla qualifica di “coordinatori facenti funzione”, senza concorso e da parte dei primari mediante semplice ordine di servizio, che si sono affiancati agli oltre cento caposala già di ruolo. Che in alcuni casi hanno guadagnato più soldi facendo meno turni.

Una questione oramai annosa, tornata alla ribalta con un’interpellanza del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, a cui seppure in forma non scritta l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, ha risposto promettendo di porre rimedio, imponendo alla Asl di Pescara di cancellare queste nomine.

Chi denuncia da anni questa anomalia è la sindacalista Fials Nicla Di Nisio a nome dei tanti infermieri che si sentono discriminati e penalizzati da queste nomine.

“È dal 2010 che facciamo notare al direttore generale Claudio D’Amario e al direttore sanitario Fernando Guarino – spiega la Di Nisio – che per diventare di fatto un caposala va fatto un concorso, come accade in tutte le altre Asl. La nomina a coordinatore facente funzione è ammessa solo in casi eccezionali, e per periodi limitati, per coprire postazioni vacanti. Queste nomine rappresentano una discriminazione nei confronti di altri infermieri che avrebbero potuto partecipare ad una selezione pubblica. L’infermiere nominato caposala facente funzione ora lavora solo la mattina. Una decina di loro hanno ottenuto dal giudice del lavoro anche un aumento in busta paga di circa 150 euro mensili. Dato che non ci sono state assunzioni, gli infermieri in servizio devono invece fare più turni nel pomeriggio e di notte”.

Il direttore generale D’Amario, dando seguito alle ripetute sollecitazioni del sindacato, ha annullato gli auemnti di stipendi e ha inviato a partire dal 2010 più di una lettera dai toni perentori ai primari che avevano dato seguito alle promozioni, chiedendo che i coordinatori facenti funzione tornassero a fare gli infermieri. Però, zero risultati.

Nel novembre 2013, poi, ha convocato un tavolo con i dirigenti per fare chiarezza sull’effettivo fabbisogno di caposala di ruolo nella Asl di Pescara. Tavolo da cui è risultato che ne mancavano all’appello non più di 4 in totale per gli ospedali di Pescara, Popoli, Penne e San Valentino, e per i vari distretti sanitari.

“Una ragione in più  – è tornato dunque all’attacco il sindacato – per revocare le nomine dei 30 coordinatori facenti funzione, e fare un concorso per i 4 posti mancanti da caposala, con parecchi risparmi per la Asl”.

“Nel maggio 2014 – spiega ancora Di Nisio – il direttore Marcello Bozzi, ha pertanto avviato le procedure per riorganizzare il servizio e per revocare le nomine. Senonché dopo qualche giorno, il direttore sanitario Guarino ha bloccato questi provvedimenti, motivando la decisione ’a causa di sopravvenuti problemi organizzativi e di contestualizzazione’. Una decisione di cui come sindacato non ne comprendiamo la ragione tecnica”.

Ora sulla vicenda è tornato alla carica il consigliere regionale Pettinari che in un’interpellanza con richiesta di risposta scritta al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e all’assessore Paolucci, chiede lumi sugli “affidamenti di incarichi di coordinatori infermieristici del personale del comparto Asl di Pescara che risultano del tutti illegittimi”

Inoltre, nell’interpellanza si chiede in particolare di “procedere alla individuazioni dei responsabili di tali illegittime operazioni che potrebbero aver esposto l’Ente ad eventuale danno erariale” di avere “delucidazioni dal direttore generale e dal responsabile Prevenzione della Corruzione Asl di Pescara sulla ingiustificata permanenza di tale situazione di illegittimità che si protrae da oltre 10 anni” e soprattutto di “procedere con l’eventuale apertura di procedimenti sanzionatori che comporteranno l’addebito contabile ed amministrativo nei confronti della dirigenza della citata Asl laddove emergano responsabilità gravi ed omissioni”

L’assessore Paolucci metterà a giorni nero su bianco la risposta, ma in consiglio regionale ha già annunciato a voce che in linea con la politica di spending review la Asl di Pescara sarà sollecitata procedere alle revoche. Pettinari è però pessimista e non si fida.

“Sto cercando da mesi – spiega il consigliere ad AbruzzoWeb – di occuparmi di salute, di evidenziare i casi di cattiva gestioni e sprechi nelle Asl abruzzesi, sono mesi che chiedo di applicare il principio del ‘chi sbaglia paga’, ma ho l’impressione che le mie sono solo parole al vento. Al di là delle generiche rassicurazioni non riscontro ancora azioni concrete. Credo che non abbiano il coraggio di aprire certi procedimenti, di rompere certi equilibri e interessi”. Filippo Tronca