L’AQUILA – Sulla delicata situazione della sanità in Abruzzo, tra carenze di personale e reparti a rischio chiusura, e contro la Regione Abruzzo e i project financing per costruire nuovi ospedali in Abruzzo scendono di nuovo in campo Cgil e Uil.

Dopo l’intervista di AbruzzoWeb ad Alessandro Grimaldi, segretario regionale dell’Anaao e direttore dell’unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila che insieme all’edilizia sanitaria ha indicato il nodo del personale “tra le priorità da affrontare”, facendo osservare come “solo tra la Asl dell’Aquila e quella di Teramo i precari sono quasi 800, di cui 130 medici, e che nel giro di due anni i reparti rischiano di chiudere per mancanza di camici bianchi”, sono arrivate le reazioni dei sindacalisti Francesco Marrelli, Cgil provincia dell’Aquila, Anthony Pasqualone, Fp provincia dell’Aquila, Angela Ciccone e Anna Rita Gabriele, Fp Medici provincia dell’Aquila, e Antonio Ginnetti e Antonello Fabbri del sindacato Uil Fpl dell’Aquila.

“Incombe sull’operazione l’alea di un potenziale ulteriore debito a carico della Regione Abruzzo, qualora il rischio di mercato risulti stabilmente sbilanciato a carico della parte pubblica: questo è quanto si legge nella pronuncia della sezione di controllo della Corte dei Conti in riferimento al Project Financing degli ospedali toscani. Non vorremmo che anche in Abruzzo, e per l’ennesima volta, si sottovalutassero i reali impatti di un progetto di finanza sulle casse pubbliche e pertanto sulle tasche di tutti cittadini abruzzesi”, scrivono in una nota Marrelli, Pasqualone, Ciccone e Gabriele.

Mentre Ginnetti e Fabbri, sempre in una nota, annunciano lo “stato di agitazione di tutto il personale sanitario provinciale a partire dal 23 novembre, giorno dello sciopero dei dirigenti medici”, cui prenderà parte anche l’Anaao di Grimaldi, “se la Regione Abruzzo non farà un passo indietro rispetto alla richiesta fatta alle Asl abruzzesi di una parziale attuazione del piano assunzioni 2018 e di una riduzione del personale a tempo determinato per rientrare della spesa per il costo del rinnovo dei contratti”.

Domani, proprio all’Aquila, si terrà un convegno sulla sanità, organizzato da AbruzzoWeb, nella sala Rivera di Palazzo Fibbioni, in via San Bernardino 1, con relatori Francesco Carraro, avvocato e scrittore, e Massimo Quezel, patrocinatore stragiudiziale, autori del libro “Salute S.p.a. La sanità svenduta alle assicurazioni. Il racconto di due insider”, pubblicato a settembre da ChiareLettere.

Al convegno prenderanno parte medici, sindacalisti e politici. 

Grimaldi, tra i partecipanti al convegno, a questo giornale sulla realizzazione di nuovi ospedali ha dichiarato che “i risparmi derivanti dai costi di gestione potremmo reinvestirli su altre voci di spesa, come appunto il personale. Come finanziarli? La formula ideale sarebbe quella di chiedere un mutuo a Cassa depositi e prestiti. In mancanza di questo, dovremmo rivolgerci ai privati. I famosi project financing, che in molte parti d’Italia non hanno dato i risultati sperati, se ben fatti potrebbero servire anche a costruire un nuovo ospedale all’Aquila, avendo a disposizione circa 40 milioni di euro della Regione Abruzzo”.

IL COMUNICATO DI MARRELLI, PASQUALONE, CICCONE E GABRIELE (FP-CGIL)

“Incombe sull’operazione l’alea di un potenziale ulteriore debito a carico della Regione, qualora il rischio di mercato risulti stabilmente sbilanciato a carico della parte pubblica”.

Questo è quanto si legge nella pronuncia della sezione di controllo della Corte dei Conti in riferimento al Project Financing degli ospedali toscani. 

Non vorremmo che anche in Abruzzo, e per l’ennesima volta, si sottovalutassero i reali impatti di un progetto di finanza sulle casse pubbliche e pertanto sulle tasche di tutti cittadini abruzzesi. Ricordiamo ancora una volta che la Asl della provincia dell’Aquila dal 2009 ad oggi ha sostenuto una spesa complessiva di oltre 57 milioni per il ripristino strutturale e funzionale dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila, a tale somma vanno aggiunti altri 47 milioni per il risarcimento dei danni per eventi sismici che la Asl ha incassato. 

Saremmo inoltre curiosi di conoscere qual è la spesa complessiva che la Asl sostiene per le spese di locazione riferite alle strutture destinate a propri servizi, tra cui case famiglie, distretti sanitari, uffici amministrativi e consultoriali.

Risulta pertanto assurdo il ricorso a un progetto di finanza per costruire un nuovo ospedale nel capoluogo regionale dopo che, solo negli ultimi anni, sono state spese ingenti somme per il ripristino dello stesso nosocomio. 

Ci si chiede quindi, nel caso di realizzazione di un nuovo ospedale, che fine farebbe la struttura oggi esistente, sulla quale sono state investite tutte queste risorse. 

La vera esigenza invece è quella di portare a compimento i lavori di ristrutturazione, realizzare un piano che renda effettivamente efficiente e funzionale l’ospedale con il relativo adeguamento antisismico, e soprattutto utilizzare le eventuali risorse disponibili per investimenti sul personale e nuove tecnologie al fine di erogare servizi di qualità alla popolazione.

Inoltre ricordiamo a tutti lo stato di totale abbandono in cui versano le strutture di Collemaggio, visto che siamo ormai a quasi 1dieci anni dal terremoto senza che vi sia stata una minima programmazione di interventi per il recupero degli immobili di proprietà della Asl. Non vorremmo che anche questa volta si continui a parlare di “scatole vuote” anziché affrontare seriamente le problematiche della sanità locale.

La priorità per la Cgil è rimettere al centro il lavoro e i servizi che rendano attrattivo il Sistema sanitario provinciale pubblico. 

Infatti riteniamo prioritario e non più procrastinabile che si proceda definitivamente alla saturazione della dotazione organica del personale, che vede oltre 700 unità carenti; che si investa in nuove tecnologie che restituiscano alla sanità provinciale quella qualità e attrattività che i cittadini/utenti del territorio hanno il diritto di esigere.

La Cgil ha già proclamato, unitariamente ad altre sigle sindacali di categoria, lo sciopero dei dirigenti medici per il giorno 23 novembre, rimettendo al centro della discussione le gravi carenze di personale, il rilancio della vertenza delle aree interne e il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro della Dirigenza medica, con un presidio che si terrà dinnanzi all’ospedale “San Salvatore” e che vedrà anche la partecipazione dei sindaci. 

Per la Cgil quel giorno sarà l’avvio di una mobilitazione che insieme alle altre sigle sindacali ci vedrà protagonisti della proclamazione dello stato di agitazione di tutto il personale e della richiesta di convocazione della Asl e della Regione Abruzzo in sede prefettizia, per rivendicare la necessità di incremento del personale della sanità provinciale, per la tutela dei diritti dei lavoratori, per il riconoscimento della giusta retribuzione e per la difesa delle aree interne, rimettendo al centro un servizio sanitario di qualità ed efficiente che risponda al diritto costituzionale alla cura e alla salute del cittadino. 

Chiediamo sin da ora che a detto tavolo sia presente anche il Comitato ristretto dei sindaci.

IL COMUNICATO DI GINNETTI E FABBRI (UIL-FPL)

Sarà stato di agitazione di tutto il personale sanitario provinciale a partire dal 23 novembre, giorno dello sciopero dei dirigenti medici, se la Regione Abruzzo non farà un passo indietro rispetto alla richiesta fatta alle Asl abruzzesi di una parziale attuazione del piano assunzioni 2018 e di una riduzione del personale a tempo determinato per rientrare della spesa per il costo del rinnovo dei contratti. 

Sono già stati spesi 57 milioni per il ripristino dell’ospedale “San Salvatore” e non occorre spendere altre risorse per crearne un altro ex novo.

E’ piuttosto di primaria importanza concentrare le risorse finanziarie disponibili per investimenti sul personale e su nuove tecnologie per garantire così servizi di qualità agli utenti.

Per questo sosterremo lo sciopero dei dirigenti medici del prossimo 23 novembre per la carenza di personale e per il mancato rinnovo contrattuale e porteremo avanti con determinazione lo stato di agitazione oltre quella data con tutte le altre forze sindacali se le condizioni resteranno le stesse.

Non abbasseremo la guardia sulle questioni di vitale importanza per la Asl provinciale come l’incremento del personale, il riconoscimento di una giusta retribuzione e il miglioramento dei servizi ai cittadini.