L’AQUILA – Giornate di apprensione per la Asl aquilana, segnate da un incessante lavoro dei tecnici per risolvere il grave blocco del sistema informatico che si è registrato due notti fa a seguito di un attacco hacker che, secondo indiscrezioni, avrebbero addirittura “rivendicato l’hackeraggio nel sistema informatico” pubblicando “sul deep web il referto di una paziente in cura nella Asl 1”.

A darne notizia, in serata, il consigliere regionale M5s Giorgio Fedele, che si dice “sconcertato”: “La pubblicazione, qualora si rivelasse autentica, sarebbe una prova del possesso dei dati sensibili, personali e sanitari, di migliaia di cittadini in cura nell’Azienda sanitaria in provincia dell’Aquila. Un’eventualità spaventosa che mi auguro vivamente non venga confermata perché significherebbe trovarsi davanti a una violazione gravissima e senza precedenti nella nostra regione”.

Ieri, in una nota, la Asl aveva assicurato: “I nostri tecnici e gli esperti di una task force cyber security si sono messi immediatamente al lavoro e stanno portando avanti un’analisi tecnica sui server aziendali, definendo l’area da cui sono partiti i malware che hanno colpito i server. Si spera di poter risolvere il problema al più presto ma possiamo rassicurare che nessun dato sanitario o sensibile è stato trafugato o perduto. L’archivio informatico è integro”.

I gravi disservizi, però, sono andati avanti anche per tutta la giornata appena trascorsa, con prestazioni inevitabilmente rinviate a data da destinarsi, in attesa di nuovi sviluppi.

Al momento, dalla Asl, non sono arrivati ulteriori aggiornamenti.

“A questo punto – osserva Fedele – l’interruzione del servizio per la prenotazione degli esami sarebbe solo la punta dell’iceberg di un problema ben maggiore. Le domande sono molte e le porrò in ogni sede possibile. La prima sicuramente sarà in merito alle rassicurazioni della Asl, secondo la quale non c’è stata ‘esfiltrazione’ di dati. Eppure da quanto ho potuto constatare il gruppo che ha prodotto il ransomware, o effettuato l’hackeraggio, riporta sulla propria ‘wall of shame’ (muro della vergogna) l’hackeraggio della Asl 1, e come ‘sample’, cioè come dimostrazione dell’avvenuta esfiltrazione dei dati, pubblica addirittura l’immagine che parrebbe essere un referto di un’ecografia ginecologica, con i dati sensibili della paziente in chiaro. Spero davvero che le mie preoccupazioni non siano confermate”, conclude Fedele.