PESCARA – Doveva essere il summit finale, il momento della condivisione dopo giorni di polemiche, proprio a ridosso della decisione, annunciata nella Giunta di martedì pomeriggio: invece nonostante una discussione andata avanti ben oltre la mezzanotte, sulla nomina del nuovo manager della Asl provinciale dell’Aquila, la maggioranza di centrosinistra alla Regione, in particolare il Pd della provincia aquilana, si è spaccato confermando le distanze, profonde, emerse nelle passate settimane.

Tanto che la scelta del successore di Giancarlo Silveri, dimessosi a fine anno, nonostante un contratto in scadenza nel 2018, potrebbe slittare ancora.

Nella lunga serata alla Taverna 58 a Pescara, durante la quale, secondo quanto si è appreso, neppure la cena è riuscita a distendere gli animi accesi dei consiglieri di maggioranza della provincia dell’Aquila, è venuto fuori evidente lo scontro tra quanti vogliono un medico interno alla Asl che conosce bene la macchina per affrontare al meglio entrando subito in assetto la riforma Lorenzin e quella di una regione ancora commissariata per il deficit sanitario, e quanti invece mirano a un professionista esterno alla sanità provinciale.

Quest’ultima tesi è stata difesa a spada tratta dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente che a sorpresa ha partecipato all’incontro, portando con forza sul tavolo la candidatura dell’ex dg della Cassa di risparmio della provincia dell’aquila, Rinaldo Tordera, attuale presidente dell’Aquilana società multiservizi (Asm) del Comune dell’Aquila ed amministratore delegato di Sviluppo Italia Abruzzo, che ha risposto al bando per gli idonei a ricoprire la carica di direttore generale in Lombardia e in Toscana, nella prima regione non superando la seconda prova.

Di parere opposto il giovane consigliere regionale aquilano del Pd Pierpaolo Pietrucci che ha riconfermato la preferenza per un medico interno, capeggiando un fronte trasversale al quale partecipano decine di sindaci.

Il primario di Malattie infettive dell’ospedale dell’Aquila, Alessandro Grimaldi, e l’altro medico Patrizia Masciovecchio, dirigente della Asl provinciale, i papabili.

Secondo quanto si è appreso, Cialente sarebbe spalleggiato nella preferenza su Tordera dal presidente del Consiglio regionale, il democrat avezzanese Giuseppe Di Pangrazio, fratello di Giovanni, sindaco di Avezzano, e dal consigliere di Regione facile Lorenzo Berardinetti, che avrebbero “in cambio” la nomina del direttore sanitario nella persona del marsicano Umberto Occhiuzzi.

Con Pietrucci avrebbero “solidarizzato” il consigliere del Centro democratico Maurizio Di Nicola e il consigliere regionale di Abruzzo civico Andrea Gerosolimo, che è anche assessore regionale.

A fare da arbitri, sia pure imbarazzati in più di un frangente, il presidente e commissario per la Sanità, Luciano D’Alfonso, e l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, che hanno convocato il vertice, per la verità neppure d’accordo tra loro: infatti a un governatore che ha spiegato di non aver deciso ancora nulla, ha fatto da contraltare un assessore che ha espresso la volontà di attingere dall’albo degli idonei in abruzzo.

Grande assente del summit il vice presidente della Giunta regionale, l’esponente aquilano del Pd Giovanni Lolli.

Vista la delicatezza del momento, tutti i protagonisti hanno evitato di esporsi rifiutando ogni confronto con AbruzzoWeb, tra questi Di Pangrazio, Pietrucci, Di Nicola e Gerosolimo.

Dal clima che si è creato, appare evidente che lo scontro rischia di avere conseguenze politiche sull’attività del Consiglio regionale. (b.s. – m.sig.)