L’AQUILA – Nessun medico o dirigente vuole essere nominato nella Commissione di valutazione della gara, probabilmente per il “timore della firma”, alla luce anche di un’ inchiesta in corso della Procura dell’Aquila sull’acquisto di macchinari e la Asl dell’Aquila è costretta a revocare in autotutela una gara da circa 18 milioni di euro.

La clamorosa decisione è stata presa dal neo dg Paolo Costanzi, formalizzata con una delibera di lunedì scorso 22 settembre, per la gara indetta nel marzo del 2023 dal suo predecessore, Ferdinando Romano, per la fornitura “in somministrazione e conto deposito” di materiali sanitari per Neurochirurgia, suddivisa in 120 lotti, per un periodo di quattro anni. A causa del fatto che a seguito di varie rinunce, è stato impossibile costituire la Commissione giudicatrice, con una notevole dilatazione delle tempistiche.

E dunque dopo oltre oltre due anni, risulta indispensabile verificare l’attualità dei fabbisogni, “in termini quantitativi, qualitativi ed economici”. Terzo motivo, la  tutela della concorrenza, ovvero valutare “la presenza di eventuali ulteriori operatori economici eventualmente interessati alla procedura”.

Pertanto una nuova gara sarà eventualmente indetta solo dopo una analisi aggiornata del fabbisogno dei materiali sanitari effettivamente necessari alla neurochirurgia. In una situazione in cui, va ricordato anche la Asl provinciale aquilana deve portare a termine in piano di risparmi pari al 2% dei costi operativi del 2024 e contribuire così a ripianare il deficit della sanità abruzzese che nella peggiore delle ipotesi a fine 2025 potrebbe arrivare a 120 milioni di euro,

Da quel che si apprende, a impedire la costituzione della Commissione di gara, è stato il timore, ovvero la “paura della firma”, che si è diffuso tra i dirigenti dell’Azienda sanitaria, a seguito anche di inchieste giudiziarie che hanno interessato altre procedure di gara, vedasi quella della Procura dell’Aquila su una presunta turbativa d’asta, volta a favorire un delle imprese in lizza, Medtronic, riguardante un appalto, mai affidato, per l’acquisto di apparecchiature mediche destinate a un presidio chirurgico dell’Asl aquilana.

Vicenda che ha coinvolto, con sospetti tutti da accertare e con posizioni diverse, il professor Alessandro Ricci, direttore del reparto di Neurochirurgia, il primario del reparto di Chirurgia vascolare dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Gennaro Bafile, i due funzionari dell’Azienda sanitaria Michela D’Amico, dimessasi da assessore comunale a Castel di Sangro (L’Aquila) e Carlo Fruttaldo, originario di Sora (Frosinone), il dirigente Paolo Spaziani, ai tempi capo del dipartimento amministrativo, in quanto cofirmatario del bando, poi “sospeso” da Romano, per motivi ignoti, prima di andare via a fine maggio.

Tornando al bando da 18 milioni, nella pagina del Portale trasparenza della Asl, dedicata al bando, di cui è rup Massimo Cordischi, è pubblicata solo la delibera che ha approvato la gara, la 548 del  21 marzo 2023, e non ci sono altre informazioni. Il bando è comunque accessibile agli addetti ai lavori nel portale della Centrale acquisti S.tel.la della Regione Lazio.

Nelle premesse della delibera del 22 settembre si riferisce in ogni caso che una prima commissione interna è stata nominata nell’aprile 2024, poi a seguito della dichiarazione di impossibilità all’assunzione dell’incarico da parte del presidente e di uno dei componenti individuati, si è provveduto a settembre dello stesso anno alla nomina di una nuova commissione.

E ancora a marzo scorso, a seguito di una rinuncia all’incarico di un componente si è provveduto alla sua sostituzione, ma il nuovo componente ha subito dopo comunicato l’impossibilità ad assumere l’incarico per ragioni lavorative e personali.

Pertanto, la situazione che si è venuta a creare non garantisce “il miglior risultato con la massima tempestività e il migliore rapporto possibile tra qualità e prezzo, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza”, da qui la decisione di revocare in autotutela il provvedimento amministrativo.

Infine si stabilisce che la Asl “attiverà una nuova procedura acquisitiva, per il materiale di cui alla summenzionata deliberazione, previa verifica dell’attualità dei fabbisogni a suo tempo espressi in termini quantitativi, qualitativi ed economici”.