L’AQUILA – A pochi giorni dal voto delle regionali abruzzesi, e nel pieno della campagna elettorale, s’infiammano le polemiche intorno ai due concorsi banditi per due dirigenti amministrativi indetti dall’Asl dell’Aquila-Avezzano-Sulmona, a cui stanno partecipando anche, secondo le accuse, concorrenti assunti senza concorso, e con incarico fiduciario, che non ne avrebbero diritto.
Sono oltre cento gli ammessi alle prove scritte ed orali.
In “palio” un posto da dirigente amministrativo dell’Unità operativa Ragioneria e Bilancio, ed un altro dell’unità operativa Amministrazione monitoraggio e controllo strutture private accreditate.
Gli scritti si sono svolte nel mese di dicembre, le orali sarebbero fissate in questi giorni.
C’è però il forte rischio di ricorsi e contenziosi per l’ammissione al concorso persone con incarico fiduciario, chiamati in base a ciò che che è previsto nell’articolo 15 septies del decreto legislativo 502 del dicembre1992, che non hanno superato una procedura selettiva, neanche per assunzioni a tempo determinato, e senza l’anzianità richiesta.
Secondo quanto trapela da ambienti sanitrai, alcuni partecipanti ammessi sono pronti a dare battaglia: infatti, hanno già chiesto un parere al Ministero della Salute e del Welfare, che in una lettera di risposta a firma del direttore del servizio competente Grazia Corbello, ha confermato di fatto l’anomalia.
Non si conoscono i nomi degli aspiranti che non avrebbero i requisiti per i quali sarebbe stata fatta una forzatura: è certo che la vicenda è destinata a rinfocolare lo scontro politico sull’operato della Asl aquilana.
Nei giorni scorsi del resto il parlamentare aquilano della Lega Luigi D’Eramo aveva attaccato il direttore generale Rinaldo Tordera, espressione della maggioranza regionale uscente di centrosinistra, accusandolo di procedere ad assunzioni ed attuare altre decisioni.
Con specifico riferimento alla nomina della dottoressa Simonetta Santini, a nuovo direttore sanitario della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, per i prossimi tre anni, al posto Maria Teresa Colizza, andata in pensione.
Per D’eramo e molti altri esponenti del centrodestra candidati alle elezioni invece si sarebbe dovuto procedere una proroga e attendere l’insediamento della nuova giunta, a cui spetta di impostare le strategie e gli indirizzi della politica sanitaria abruzzese.
Tordera ha ribattuto a muso duro che l’incarico a Colizza non poteva essere prorogabile né rinnovabile, e senza “una nuova nomina le deliberazioni del direttore generale sarebbero viziate dalla mancanza del parere del direttore sanitario, obbligatorio per legge, e ciò avrebbe pregiudicato la piena operatività aziendale con inevitabili ricadute negative in termini di erogazione delle prestazioni sanitarie”.
Ora esplode però questa nuova vicenda dei due concorsi.
Nel parere del ministero si ricorda innanzitutto che l’articolo 15 septies del decreto legislativo 502 del dicembre1992 prevede “la possibilità di conferimento, da parte del direttore generale, di incarichi per l’espletamento di funzioni di particolare rilevanza e di interesse strategico tramite la stipula di contratti a tempo determinato e con rapporto di lavoro esclusivo entro i limiti del due per cento della dotazione organica della dirigenza sanitaria e del due per cento della dotazione organica complessiva degli altri ruoli della dirigenza, a laureati di particolare e comprovata qualificazione professionale in possesso di determinati requisiti”.
Inoltre nello stesso articolo si concede la possibilità per le Aziende sanitarie di stipulare, “contratti a tempo determinato in numero non superiore, rispettivamente, al cinque per cento della dotazione organica della dirigenza sanitaria, ad esclusione di quella medica, nonché al cinque per cento della dotazione organica della dirigenza Pta per l’attribuzione di incarichi di natura dirigenziale, relativi a profili diversi da quello medico, ad esperti di provata competenza”.
Detto questo, però, si evidenzia che il ricorso all’articolo 15 septies “riveste connotazioni di eccezionalità, in quanto ipotesi derogatoria rispetto alle regole generali per le assunzioni”.
E sopratutto questi incarichi “non concorrono alla determinazione dell’anzianità utile” per la partecipazione alle procedure di concorso.
Il requisito d’accesso alla qualifica di dirigente dei ruoli professionali, tecnico ed amministrativo del Servizio sanitario nazionale, presuppone invece, “oltre che il relativo diploma di laurea, cinque anni di servizio effettivo, corrispondente alla medesima professionalità, prestato in enti del Servizio sanitario nazionale”.
È fondamentale insomma “il possesso di un requisito di anzianità di servizio, maturata nella medesima professionalità, ossia in un ambito caratterizzato dallo svolgimento di attività che, in termini di conoscenze possedute e di tipologia di funzioni svolte, siano riconducibili alla posizione funzionale da conferire con la procedura concorsuale”.



