L’AQUILA – L’azienda sanitaria provinciale dell’Aquila cambia stile di comunicazione, adottando una “narrazione” più diretta e rassicurante, per esempio sulle sale operatorie, ed evitando di far parlare il manager, Rinaldo Tordera.

Nei giorni scorsi è arrivata alle redazioni una nota tutta in discorso indiretto in cui la Asl come entità o come ufficio comunicazione descrive una situazione idilliaca, su cui, però, non tutti sono d’accordo.

Si dice che “entro settembre l’attività operatoria dell’ospedale di L’Aquila potrà cominciare a ingranare le marce alte in virtù di spostamenti e riposizionamenti logistici”, in particolare per “il trasferimento dell’attività chirurgica di oculistica che lascerà il blocco operatorio, utilizzando 2 nuove sale autonome e liberando così spazi operativi”.

“L’utilizzo di due sale operatorie interamente dedicate alla chirurgia oculare, unitamente a una terza dove è già posizionato il laser a eccimeri – prosegue la Asl – ottimizzerà il percorso dei pazienti e produrrà un incremento degli interventi chirurgici, riducendo le liste di attesa”.

E ancora, si asserisce che, per svolgere dei lavori alla pavimentazione, “non a caso, è stato scelto il periodo estivo in cui si registra un calo fisiologico dell’attività programmata  di sala operatoria”.

Tutto bene allora? Sembra di no a giudicare da quanto afferma ad AbruzzoWeb Gianfranco Giorgi, responsabile Cisl sanità che vede proprio nella sala operatoria uno dei punti su cui intervenire.

“Va ripristinata e bisogna garantire la tranquillità del malato, mettendo da parte rancori che non giovano a nessuno – premette – Questo si può fare solo facendo le cose uguali per tutti al di là delle sigle sindacali, e mi ci metto pure io, e delle appartenenze”.

In particolare, il sindacalista evidenzia la situazione del “personale della sala, infermieri e strumentisti, che quasi sempre devono andare oltre i loro orari di lavoro. Nessuno protesta in caso di emergenze o necessità di prolungamenti per casi particolari – conclude – ma questo non può essere la normalità”.