L’AQUILA – Nubi si addensano sui vertici della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, che rischiano di rimanere senza titolare il prossimo 16 marzo, quando scadranno i contratti dei due attuali manager Rinaldo Tordera e Pasquale Flacco. 

Infatti, alla delibera del 10 gennaio scorso con cui la vecchia giunta  ha approvato i bandi per le due direzioni, si attende la pubblicazione pubblicazione sul Bollettino ufficilale della Regione, e dunque, viste le tempistiche, si andrà oltre la data del 16 marzo.

Tanto che la nuova Giunta potrebbe ricorrere al commissariamento in attesa della scelta ufficiale.  

La nomina dei vertici delle due Asl sara’ una delle prime decisive partite della nuova maggioranza di centrodestra uscita vincente dalle urne il 10 febbraio, e che già veementi polemiche ha provocato in campagna elettorale, a causa della mini proroga decisa dalla giunta regionale uscente di centrosinistra del mandato del direttore della Asl chietina Flacco, dal 22 dicembre al 15 marzo, data in cui  scade anche il mandato di Tordera.

Viste le tempistiche molto strette, è però impossibile che la nuova giunta riesca a nominare entro il 15 marzo i successori di Flacco e Tordera. Basti pensare che, pubblicato l’avviso sul Bura, dovranno trascorrere 30 giorni per la consegna delle domande di partecipazione, e poi andrà effettuata la selezione.

Anche per questo si era paventata la possibilità di un’ulteriore mini-proroga a Tordera e Flacco, in attesa del’insediamento dei nuovi successori e al fine di garantire la continuità dell’attività ordinaria di governo delle aziende sanitarie, non oltre comunque il 30 giugno.

Ma non risulta che la misura sia stata adottata.

Nella delibera si menziona anzi in premessa  l’articolo del decreto legislativo 502 in cui si stabilisce che in caso di vacatio del direttore, “le relative funzioni possono essere svolte dal direttore amministrativo e dal direttore sanitario”.

Dunque non avrebbe davvero poca utilità prorogare gli attuali direttori generali.

Sulla vicenda delle proroghe, avvenute e paventate, ha dato battaglia con particolare virulenza  il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, rieletto il 10 febbraio, che ha reputato illegittima quella di Flacco, che a suo dire “non può più assolutamente svolgere il ruolo di direttore generale, visto che le sue funzioni sono cessate il 22 dicembre 2018 e di conseguenza tutte le delibere approvate successivamente alla scadenza del contratto potrebbero essere annullate; inoltre potrebbero essere impugnate con conseguente danno erariale a carico sia per la Regione sia per i firmatari degli atti sottoscritti”. 

Minacciando poi preventivamente  azioni legali in caso di ulteriori proroghe. A smentire le affermazioni di Febbo è stato l’assessore alla Sanità uscente Silvio Paolucci.

Tornando dunque alla delibera di giunta del 10 gennaio si ricorda che la nomina del direttore generale “va effettuata entro il termine perentorio di 60 giorni dalla data di vacatio dell’ufficio”, ovvero entro il 15 maggio 2019.

Si ricorda che “la nomina di direttore generale delle Asl costituisce atto di straordinaria amministrazione la cui adozione esula dai poteri esercitabili dalla giunta in regime di prorogatio”, che è il caso appunto della giunta presieduta dal presidente vicario Giovanni Lolli, dopo il formale scioglimento del consiglio regionale il 16 agosto 2018 , allorché si è dimesso il presidente della Regione Luciano D’Alfonso per andare a fare il senatore.  

E si evidenzia dunque che la nomina dei nuovi direttori generali non potrà che toccare al presidente della giunta regionale proclamato a seguito delle elezioni del 10 febbraio, che è poi risultato essere Marco Marsilio del centrodestra.

Nel bando si stabilisce, alla luce della normativa vigente, che alla selezione saranno ammessi esclusivamente “i candidati iscritti nell’Elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale di azienda sanitaria pubblicato sul sito internet del Ministero”, aggiornato al febbraio 2018.

I candidati non potranno avere più di 65 anni di età, non potranno essere pensionati, e non potranno avere ricoperto per due volte consecutive il ruolo di direttore della stessa Asl.

La durata dell’incarico sarà minimo di tre anni e non superiore ai cinque anni.

La selezione dei candidati sarà effettuata da una commissione nominata con decreto del presidente della giunta regionale. E sarà composta da “esperti indicati da qualificate istituzioni scientifiche indipendenti, di cui uno designato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, l’Agenas, e uno dalla Regione”.

La selezione si effettuerà in base ai curriculum e ad un colloquio. Ne risulterà una rosa di idonei da cui la giunta sceglierà il direttore generale. La rosa non darà luogo alla formazione di una graduatoria. Le domande di partecipazione dovranno pervenire, come accennato entro e non oltre 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso in Gazzetta ufficiale.

Va infine ricordato che forti polemiche hanno investito Tordera anche per le proroghe, disposte a ridosso del voto regionale, nelle direzioni dei dipartimenti, fino al 30 giugno, e per la nomina, della dottoressa Simonetta Santini, a nuovo direttore sanitario della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, per i prossimi tre anni, al posto Maria Teresa Colizza, andata in pensione. Una scelta che Tordera però ha rivendicato come legittima e opportuna, ai fini del buon funzionamento della Asl.