CHIETI – Centralità del paziente, continuità dei percorsi di cura, organizzazione dei servizi in rete e valorizzazione delle competenze degli operatori.

Sono questi i quattro pilastri dell’organizzazione sanitaria del futuro delineata dal nuovo atto aziendale dell’azienda sanitaria locale di Lanciano Vasto Chieti.

Il documento doveva essere illustrato oggi ai sindaci del Comitato ristretto ma il direttore generale Asl Francesco Zavattaro ha deciso di far slittare l’appuntamento a giovedì prossimo proprio su richiesta del Comitato.

L’atto aziendale disegna la nuova geografia dei servizi sanitari in provincia di Chieti a conclusione della lunga e complessa operazione di fusione tra le due ex Asl provinciali, quella teatina e quella frentana, avviata il 1° gennaio 2010.

La riorganizzazione prevede 102 unità operative sanitarie “complesse”, destinate a rientrare entro il 2014 nei parametri previsti dai decreti del commissario regionale alla sanità, a seguito dei pensionamenti e della scadenza degli incarichi.

Ci saranno inoltre 30 unità operative “semplici dipartimentali” e 140 “semplici”. Le novità più significative sono di natura organizzativa, perché inducono a ripensare percorsi di cura, definiti “linee di produzione”, che abbracciano trasversalmente più competenze e ne affidano il coordinamento anche a professionalità non mediche.

Riguardano il trattamento di “pazienti fragili”, post acuti, urgenti, cronici e il percorso nascita. La continuità dei percorsi di cura si realizza attraverso l’integrazione dei processi assistenziali tra i dipartimenti ospedalieri e le strutture erogative territoriali.

A livello territoriale sono otto le aree distrettuali individuate, Lanciano, Vasto, Alto Vastese, Sangro-Aventino, Chieti, Francavilla al Mare, Ortona e Guardiagrele, che faranno capo a un Comitato di coordinamento delle attività distrettuali, istituito per avviare la riqualificazione dell’assistenza sul territorio calibrando i servizi sulla domanda espressa dai cittadini.

A metà tra l’ospedale e il territorio si collocano strutture di natura diversa: adi e assistenza residenziale, cure primarie, assistenza consultoriale, cure palliative e hospice, governo delle liste d’attesa e sistemi di prenotazione, medicina legale e le attività territoriali del dipartimento di salute mentale, del materno-infantile, della prevenzione e del Sert.

“Abbiamo portato a termine un lavoro impegnativo – spiega il manager Zavattaro – perché la sanità abruzzese vive un momento cruciale, ma di profonda svolta, che impegna le Asl a produrre salute rendendo il sistema più efficiente”.

Secondo il manager, “in provincia di Chieti c’era la necessità di armonizzare un sistema dell’offerta poco caratterizzato, nel quale tutti facevano un po’ di tutto senza garantire, in realtà, quello standard elevato di qualità prodotto dai grandi numeri e dalla concentrazione delle attività”.

“Abbiamo cercato, dunque – conclude – di costruire una rete vera fatta di specializzazioni diverse, dove ciascuna struttura ha un ruolo ben definito ed è parte integrante di un’organizzazione che pone al centro il paziente, garantendogli continuità e qualità dell’assistenza”.