L’AQUILA – Lunedì prossimo, 30 maggio, dovrebbero riprendere le attività didattiche della scuola d’infanzia di Pile ‘1 maggio’, dopo la sospensione, disposta dal 19 maggio, per la tragedia avvenuta il giorno precedente nel giardino della struttura quando un’auto ha travolto sei bambini, provocando la morte di  Tommaso D’Agostino, bambino di 4 anni.

A renderlo noto è il quotidiano regionale ‘Il Centro’. I bambini riprenderanno l’attività in un altro edificio e saranno seguiti e supportati da alcuni psicologi per superare il trauma di quanto accaduto. Lo stesso giorno si riunirà la quinta commissione consiliare (Garanzia e Controllo) del Comune dell’Aquila per ascoltare i dirigenti scolastici, supportati dai rispettivi responsabili per la sicurezza, in merito ai piani di sicurezza elaborati e approvati, con particolare riferimento alle criticità rilevate e migliorie da apportare con il contributo degli enti proprietari degli edifici scolastici.

Intanto  dopo la tragedia, Annabianca Vincenzi, madre di Emma investita all’asilo a Torino l’8 ottobre 2019, ha deciso di lanciare una petizione su Change.org per chiedere alle Istituzioni alcune misure preventive specifiche contro il verificarsi di altri casi simili in futuro. L’appello ha raccolto quasi 5000 firme in pochi giorni (al momento il contatore segna quota 4900).

Nel testo del suo appello, la madre – oltre a ripercorrere le dinamiche dell’incidente che ha visto protagonista la sua bimba, investita da una macchina parcheggiata accanto a una zona gioco e che si è salvata grazie a 4 interventi – ricorda che questi episodi si sono verificati anche altre volte in passato: “il 7 agosto 2018 Lavinia, 16 mesi, è stata investita all’asilo nido perché la maestra ha lasciato il cancelletto aperto, Lavinia ha gattonato nel cortile e una mamma è entrata con l’auto e non l’ha vista. Lavinia è in stato vegetativo da allora”, scrive. “Questo non può più succedere!”, è l’appello della promotrice della petizione.

“Devono esserci norme che stabiliscano una distanza minima tra i posteggi e le zone in cui i bambini giocano e transitano, all’asilo e nelle scuole, devono esserci norme che rendano necessarie recinzioni sicure e solide”, spiega. “Ad oggi”, prosegue, “leggendo la normativa è visibile su minori.gov.it sembra che ci sia poca chiarezza”, conclude, “e che la maggior sicurezza, che indichi distanze minime e tipologia di recinzioni, possa essere stabilita e regolamentata”.