L’AQUILA – Documentare il patrimonio artistico barocco sei-settecentesco abruzzese, oggetto di una vera e propria opera di cancellazione tra fine 800 e gli anni Sessanta del 900 ai fini del recupero della stagione romanica, anche a opera delle Soprintendenze.
Questo l’obiettivo principale del volume “Abruzzo, il barocco negato”, presentato a Roma presso la Cappella di Santa Marta in Piazza del Collegio Romano alla presenza, tra gli altri, del critico Vittorio Sgarbi e dell’architetto Paolo Portoghesi.
Attraverso ricerche storico-documentarie, il volume intende risarcire tra l’altro il lungo e immeritato oblio sulla stagione barocca abruzzese, ristabilendo le coordinate per una ricerca storica a tutto campo promuovendo a livello nazionale il dibattito tra gli studiosi di settori disciplinari diversi.
Per di più, in alcuni casi esso acquista il valore di testimonianza documentale di un tessuto urbano e monumentale drammaticamente danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009.
Le nuove ricerche presentate offrono infine materiali di eccezionale valore per la ricostruzione, in taluni casi anche materiale, del fragile e frammentario tessuto artistico di età barocca ai fini insieme del recupero, della tutela e della valorizzazione.
La curatrice, Rossana Torlontano, è docente di Storia dell’arte moderna presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli Studi “D’Annunzio” di Chieti.





