SULMONA – Mani di carta che affogano in centro città: anche Sulmona e Raiano, dopo Atri, Pescara, Spoltore, Bussi sul Tirino, L’Aquila, questa mattina si sono svegliate così.

Si tratta dell’ennesimo omaggio di “Arte resistente”, di anonimi attivisti ai migranti morti in mare, l’ennesima protesta contro la politica del governo gialloverde e contro il decreto sicurezza.

Episodio analogo il 10 febbraio scorso, giorno del voto in Abruzzo, all’Aquila quando sono apparse le 99 mani che annegano nella piazza della Fontana delle 99 Cannelle. Immediata la rimozione del Comune e subito è scoppiatta la polemica.

Tutto è iniziato all’alba, con la pubblicazione su Facebook dell’installazione, seguita da un post del consigliere comunale della Lega Francesco De Santis che ha scritto: “Quattro scappati di casa avevano abbandonato dei ‘rifiuti’ ingombranti in mezzo alle 99 Cannelle. Per fortuna, con la Lega al governo della città, queste scemenze ‘artistiche’ pro clandestini non hanno più motivo di esistere”.

Immediata la reazione da parte del gruppo ArteResistente che sulla propria pagina ha riportato le parole di De Santis, parlando di “disumanità”.

“A L’Aquila, non c’era la scusa del comizio, né della sicurezza, né un’altra scusa. A voi dà proprio fastidio l’arte, chi si esprime, chi la esprime, cosa esprime, chi vi dimostra con qualche pezzo di cartone la vostra disumanità. Siete usciti allo scoperto: a voi danno fastidio gli esseri umani in base alla loro condizione sociale. L’opera ‘Mediterraneo’ esiste qui, ovunque, non servirà rimuoverla. Urlerà sempre”, si legge nel post.

Le 99 mani erano accompagnate da un cartello con la scritta: “Noi siamo l’Abruzzo, la Regione della Brigata Majella, dei Nove martiri aquilani e della resistenza. Questa è la nostra identità, la barbarie non passerà”. 

A Sulmona, invece, la performance artistica si somma allo striscione esposto dalll’avvocato Teresa Nannarone, ex assessore della provincia dell’Aquila che, in occasione del comizio del vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega, in piazza xx settembre, ha srotolato dalla finestra del suo studio uno striscione con scritto “Empio è colui che non accoglie lo straniero”, frase tratta dalla leggenda di Filemone e Bauci tramandata nell’ottavo libro delle Metamorfosi di Ovidio, la cui statua domina la stessa piazza. 

“Ti dovrebbero stuprare”. L’invito che due utenti Facebook hanno rivolto all’avvocato. Offese anche alla giornalista Lilli Mandara, che aveva letto e denunciato quanto avvenuto. Immediate le reazioni di sdegno di associazioni e partiti politici che hanno espresso solidarietà, condannando ogni forma di violenza fisica e verbale.