L’AQuILA – Riconosciuto come una delle icone viventi dell’arte informale, l’abruzzese Silvio Formichetti,  sbarca nella Galleria Nazionale di arti straniere di Sofia (Bulgaria) per la mostra “Le bulgare visioni” curata da Anna Amendolagine, direttore dell’Istituto italiano di cultura di Sofia, e fortemente voluta dal direttore della Galleria e noto critico d’arte, Irina Mutafcieva.

Sessanta le opere che attraverso la visione dell’artista ripropongono società, fatti, emozioni e sensazioni nate da questo angolo dell’Europa dell’Est. Un discorso approfondito a suon di pennellate che ha voluto esprimere il senso di una “società interrotta”, denominazione dello stesso artista che spiega: “La repubblica attuale subisce ancora i postumi del vecchio regime comunista creando un’insicurezza tra la popolazione che rischia di trasmettersi alle future generazioni e di impedire la riuscita di una piena democrazia”.

La “società interrotta” si trasla quindi nelle tele dell’artista in cinque pezzi tra i sessanta in cui mancherà qualcosa. Nel caos del colore che avvolge e riempie la Galleria nazionale ecco apparire cinque spazi bianchi. Simboli? Lettere estraibili che in ordine lasceranno spazio al nome della capitale, Sofia. È così che l’artista ha quindi voluto rappresentare questa interruzione “scovando nell’arte quella libertà che non c’è”, quasi a dire che la libera espressione è alla base di qualsiasi organizzazione.

Sarà inaugurata il 20 giugno la mostra “Le bulgare visioni”, occasioni in cui l’artista si esibirà in una live performance alla presenza delle autorità locali.

L’artista pratolano, dopo l’importante partecipazione alla 54esima edizione della Biennale di Venezia, incamera un altro notevole riconoscimento internazionale.