PESCARA – L’assessore alla Cultura arrestato oggi, Luigi De Fanis “risulta, per come sopra dimostrato, dedito a strumentalizzare la propria carica a fini illeciti, predisponendo complesse strategie di procedure amministrative, denotando, pertanto, una pervicace abitualità delittuosa di talché è altamente probabile che compirà altri reati della stessa specie di quelli posti in essere”.
Lo sottolinea il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara Maria Carla Sacco, nella parte dell’ordinanza in cui motiva le esigenze cautelari a carico degli arrestati
Per quanto riguarda la segretaria Lucia Zingariello, a detta del giudice per le indagini preliminari “svolge mansioni da intermediaria nell’attività illecita posta in essere da De Fanis stesso; anche per lei appare concreto il pericolo di reiterare condotte delittuose analoghe a quelle già accertate a suo carico”.
Ermanno Falone, legale rappresentante di Abruzzo Antico e in questa veste, “prestanome del De Fanis”, per il gip, “risulta dedito sistematicamente a concorrere con quest’ultimo nelle condotte illecite; tuttavia il Falone – prosegue il giudice – ben potrebbe compiere anche autonomamente analoghi reati, portando a ulteriori conseguenze delittuose quelli in itinere, con il collaudato sistema della associazione Abruzzo Antico attraverso la predisposizione di fatture ‘gonfiate’ finalizzate a ottenere finanziamenti per le attività culturali e concreto, allo stato, appare il pericolo di inquinamento probatorio, non apparendo il Falone occasionale complice, ma concorrente abituale del De Fanis”.
Rosa Giammarco, responsabile dell’Agenzia per la Promozione culturale della Regione Abruzzo, viene descritta, invece, come “funzionaria infedele ai propri compiti d’ufficio”.
“Consapevole del ruolo di De Fanis dietro l’associazione Abruzzo Antico – è scritto nell’ordinanza – si è adoperata per far ottenere i finanziamenti in favore dell’assessore conoscendo le sovrafatturazioni e potrebbe continuare nella condotta e, anche per lei, concreto, allo stato appare il pericolo di inquinamento probatorio, non apparendo la Giammarco occasionale complice, ma concorrente abituale di De Fanis”.
“MASCITTI E’ LEALE E CREDIBILE”
“Le dichiarazioni rese da Andrea Mascitti sono da ritenersi credibili in quanto il suo narrato si palesa logico, coerente, dettagliato, verosimile, reiterato, costante e univoco, sostenuto da numerosi riscontri esterni di tipo documentale e dal contenuto delle conversazioni sopra riportate”.
Così il gip Sacco definisce nell’ordinanza l’imprenditore, che ha denunciato le continue richieste di denaro ricevute da parte dell’assessore De Fanis in cambio della erogazione di fondi per l’organizzazione di manifestazioni culturali.
“L’esposizione dei fatti – prosegue il gip – e ricca di dettagli ed è apparsa significativa della volonta precisa di fornire una esposizione completa, precisa e particolareggiata, indice di lealtà e di assenza di qualsiasi sospetto manipolatorio e calunniatorio da parte della parte offesa che spontaneamente ha fornito ogni collaborazione agli inquirenti”.
Nell’ordinanza, con cui oggi è stato arrestato l’assessore De Fanis, il gip Sacco sottolinea come l’imprenditore Mascitti sia stato “chiaramente obbligato a sottostare al singolare meccanismo di ottenimento e liquidazione dei contributi regionali ideato dall’indagato”.
L’imprenditore in particolare sarebbe stato “posto di fronte a un aut-aut: o seguire le ‘istruzioni’ dettate dal De Fanis, oppure desistere dall’organizzazione degli eventi culturali ‘…ci vuole per forza tale somma per me… non si può fa’ (cfr. querela in data 3 marzo 2013)”.
“FAR USCIRE UNA SOMMA ANCHE PER LORO”
A tal proposito vengono citati episodi legati all’8° Concorso Internazionale di musiche per film Mario Nascimbene Award e al 26° Salone Internazionale del Libro di Torino.
Riguardo al concorso Nascimbene, l’imprenditore racconta di essersi recato presso gli uffici della Regione in via Conte di Ruvo a Pescara e di essere stato ricevuto dall’assessore e dalla sua segretaria Zingariello.
In tale sede, De Fanis con in mano il foglio del preventivo di spesa provvisorio, consegnatogli precedentemente da Mascitti, “ha iniziato a conteggiare le spese e ad apportare di suo pugno modifiche e cancellazioni sulle varie voci, raggiungendo, per la realizzazione dell’evento, una spesa totale di circa 22 mila euro”.
“A questo punto – riferisce l’imprenditore – mi diceva che dovevo gonfiare le spese fino a 30 mila euro in modo da poter far uscire una somma anche per loro”.
Per quanto riguarda l’evento di Torino, “mi ha presentato il preventivo di spesa – racconta sempre l’imprenditore – con una cifra di 1.500 cerchiata aggiungendo in quel momento, di suo pugno, la cifra 4.000 a fronte dei 2.314,50 euro preventivati”.
Sempre a proposito dell’evento di Torino, nell’ordinanza viene riportato un colloquio insieme a diverse telefonate tra De Fanis, la Zingariello e l’imprenditore Mascitti in cui si parla della somma di 1.500 euro, che per l’accusa sarebbe la cifra in danaro pretesa dall’assessore come tangente.
In uno stralcio di tale telefonate, la Zingariello chiama Mascitti e gli dice: “Andrea sono Lucia, è… Andrea stavo aspettando la mail, io c’ho i tempi stretti, domaniii”.
De Fanis, nel frattempo, raccomanda alla segretaria di farsi “dire l’importo!”. Zingariello: “è!”. De Fanis: “l’importo vero!”.
Zingariello: “mi dici l’importo Andrea (pausa) quindi in tutto è 4.000?”. De Fanis: “compreso il nostro?”. Zingariello: “compreso il tutto? (pausa) sì”.
“MOLTI ALTRI SONO NELLE CONDIZIONI DI MASCITTI”
“…’sto cretino che non ce la fa a venire.. a passare”. “Ma chi?”. “Lu carrozziere?”. “Nooo, no”. “E chi? Croce Rossa?”. “Noo..”.
Sono frasi tra l’assessore De Fanis e la sua segretaria riportate nel dispositivo del gip Sacco.
A non aver capito che “quello che deve passare” è l’organizzatore dell’evento di Torino Andrea Mascitti, è proprio l’assessore.
Quando la segretaria Lucia Zingariello gli dice che è Mascitti, De Fanis esclama “ahhh, cussù é ‘n artro furbacchione”, cioè “questo è un furbacchione”.
“La Zingariello, impaziente, reclama i soldi di Mascitti – scrive il gip – Allarmante è il fatto che parlando la Zingariello per sottintesi, il De Fanis non capisca chi sia il ‘cretino’ che non ce la fa a passare”.
“Evidentemente più di una persona si trova nella stessa posizione di Mascitti, per esempio ‘il carrozziere’, o la ‘croce rossa’. Sono dunque in molti nelle condizioni del Mascitti, a dove ‘passare’ dalla Zingariello o De Fanis”.
DE FANIS NON HA PRESO SOLDI, MA IL REATO C’E’
Arrestato senza aver preso materialmente un euro. E per una sola promessa di tangente accertata di 1.150 euro.
È quanto emerge dalla lettura del dispositivo che ha portato alla custodia ai domiciliari dell’assessore alla cultura della Regione Abruzzo del Pdl Luigi De Fanis.
Il reato, però, come spiegano a Palazzo di giustizia, si consuma con la semplice promessa.
L’episodio concussivo è relativo alla vicenda del Salone del Libro di Torino, perché per il Premio Nascimbeni non sono stati disposti fondi.





