L’AQUILA – Non ha fatto neanche in tempo a insediarsi il manager del rischio idrogeologico dell’Abruzzo: è già stato arrestato.

Figura infatti anche Gianfranco Mascazzini, ex direttore generale del ministero dell’Ambiente e commissario per il rischio idrogeologico in Abruzzo, tra le 14 persone arrestate dai carabinieri del Noe e dalla Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dell’operazione contro reati ambientali coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli.

Annunciato appena una settimana fa dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, per volontà del governo Mascazzini avrebbe dovuto gestire come “project manager” i 40 milioni di euro stanziati attraverso un accordo di programma quadro con il ministero dell’Ambiente, occupandosi in particolare, secondo affermato dal governatore, di “velocizzare le procedure ed evitare sprechi”.

A Mascazzini è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari.

Sono invece finiti in carcere, fra gli altri, Lionello Serva, ex sub-commissario per i rifiuti della Regione Campania, Claudio Di Biasio, tecnico degli impianti del commissariato, Generoso Schiavone, responsabile della Gestione acque per i depuratori della Regione Campania e Mario Lupacchini, dirigente del settore Ecologia della Regione.

DE MATTEIS: ”UN’ALTRA TEGOLA, MA NON C’E’ SOLO LUI”

L’AQUILA – L’arresto del project manager per la riduzione del rischio idrogeologico delle coste abruzzesi, Gianfranco Mascazzini, “è un’altra tegola sulla Regione Abruzzo”.

Lo ha affermato il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis a margine di una conferenza stampa, commentando le manette scattate nell’inchiesta della procura di Napoli sui reati ambientali per l’ex direttore generale del ministero dell’Ambiente, di recente nominato dal governo per gestire 40 milioni in Abruzzo.

“Non credo, comunque – ha aggiunto De Matteis – che Mascazzini sia l’unico in Italia che possa fare questo lavoro, spero che ce ne siano tanti altri. Sarei preoccupato se ce ne fosse uno solo”.

PER IL GIP DI NAPOLI C’E’ IL RISCHIO REITERAZIONE DEL REATO

L’AQUILA – Corrado Catenacci e Gianfranco Mascazzini, l’ex commissario straordinario di governo per l’emergenza rifiuti in Campania e l’ex direttore generale del Ministero dell’Ambiente in pensione, possono reiterare il reato e per questo si rende necessario un provvedimento restrittivo personale se pure con il beneficio dei domiciliari dato che “risultano avere compiuto da tempo i settanta anni”.

La sottolineatura è del gip collegiale del tribunale di Napoli, collegio presieduto da Bruno D’Urso, che ha valutato in oltre 940 pagine di ordinanza di custodia cautelare l’arresto di 14 tra ex e attuali dirigenti pubblici e gestori di impianti di depurazione tra Parma, Napoli e Caserta per il disastro ambientale delle coste campane dovuto all’immissione in mare di percolato non depurato in impianti inadeguati.

Mascazzini, rileva il gip, è consulente della Sogesid, “società in house del ministero dell’Ambiente cosicchè anche l’attuale ruolo rivestito lo pone direttamente a contatto con le tematiche ambientali e di salute pubblica”.

Catenacci e’ presidente della Sapna, la società della Provincia di Napoli “che si occupa della gestione rifiuti nella provincia di Napoli”.

Quanto a Marta Di Gennaro, in pensione da dicembre, la valutazione del gip, cui il fascicolo di indagine e’ approdato a luglio, quando cioè era ancora in servizio, si basa appunto sul fatto che ella ricopra ancora ruoliin cui c’è “rilevantissimo pericolo di reiterazione di reati analoghi”.

Il gip per lei annota: “Si ritiene di non dover aggiungere più alcun comemnto per delinearle lo spessore criminale e la assoluta gravissima responsabilita’ penale per i reati ascritti”.

ACERBO (PRC): “CHIODI REVOCHI LA NOMINA”

L’AQUILA –  Rifondazione Comunista invita il presidente della Regione, Gianni Chiodi “ad attivarsi immediatamente per la revoca della nomina a commissario di Mascazzini arrestato nell’ambito dell’ennesima inchiesta sulla gestione rifiuti in Campania”.

Per Maurizio Acerbo “Chiodi se li cerca con il lanternino i protagonisti della sua presunta “rivoluzione meritocratica”! Se non hanno una condanna o un’indagine in corso non li vuole proprio. Questo episodio dimostra che intorno al business dei rifiuti si muovono reti di poteri e interessi su scala ben più ampia di quella locale”.

Per questo “abbiamo invitato in Abruzzo a presentare il suo libro inchiesta ‘La Peste’ Tommaso Sodano che è stato uno dei pochi a denunciare le illegalità che hanno costellato la vicenda campana.
Non è un caso che nel libro di Sodano il Mascazzini sia citato come tanti altri personaggi i cui nomi è bene imparare a riconoscere. Invitiamo cittadini, associazioni e giornalisti all’iniziativa che si terrà stasera nell’aula consiliare del Comune di Pescara alle ore 21 con Tommaso Sodano“.

MASCITELLI (IDV): “TANTA INDIGNAZIONE MA NESSUNA MERAVIGLIA”

L’AQUILA – “Tanta indignazione e nessuna meraviglia”.

Sono queste le prime considerazioni del segretario regionale dell’IdV, senatore Alfonso Mascitelli, sull’arresto dell’ingegnere Mascazzini, commissario straordinario per la prevenzione del rischio idrogeologico in Abruzzo.
 
“Tanta indignazione – aggiunge Mascitelli – perchè la nostra Regione in questi ultimi anni sta diventando lo snodo e il crocevia di un giro di affari che, nel peggiore dei casi, è terreno fertile di infiltrazioni malavitose; e, quando va meno peggio, diventa una terra attrattiva per trasferirvi affarismi, clientelismi e forti interessi nella malagestione del denaro pubblico”.

“Nessuna meraviglia perchè in questo centrodestra locale, servo e servile degli interessi romani l’accreditamento, per avere ruoli e funzioni di responsabilità, viene selezionato sulla base della spregiudicatezza e del disprezzo delle regole, sperimentati nel curriculum dei candidati”.

“Di certo – conclude Mascitelli – questi arresti eccellenti non rappresentano nè una coindicenza nè un incidente di percorso, ma per l’Abruzzo sono le espressioni di una mentalità diffusa e radicata in certi ambienti, per i quali più si e’ spregiudicati e più si va avanti nel successo della carriera politica”.

D’ALESSANDRO (PD): ”ABRUZZO SVENDUTO A ROMA”

L’AQUILA – “Parlare di Chiodi è come sparare su un indifeso, ormai non ne azzecca una”.

Così il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro, commenta l’arresto di Gianfranco Mascazzini, nominato dal governo commissario per la realizzazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico in Abruzzo.

“Ancora una volta – commenta D’Alessandro – l’Abruzzo è svenduto sull’altare romano, tutto ci viene imposto con il ruolo da figurante della Regione e del suo presidente”.

“Le domande che si ripropongono sono queste conclude – Chi decide per l’Abruzzo? Dove si decide per le sorti di questa martoriata regione? NOn ci sono professionalità in Abruzzo, caso mai da selezionare con curricula e meriti, da utilizzare o gli unici professionisti utilizzabili sono i soci dello studio di Chiodi?”.

IRITALE (PD): “ENNESIMA TEGOLA PER GIUNTA CHIODI”

L’AQUILA – “L’arresto di Gianfranco Mascazzini è l’ennesima tegola che cade sulla Giunta Chiodi. Mascazzini era appena stato nominato commissario in Abruzzo per la gestione dei fondi per mitigare il rischio idrogeologico”.

Lo dice Francesco Iritale, segretario del Pd dell’Aquila.

“Preoccupa – rileva – questo continuo ricorso in Abruzzo a figure commissariali. Chiodi ha nominato commissari in qualsiasi settore. Si tratta spesso di figure scelte con scarsa trasparenza, che gestiscono poteri e risorse in molti casi illimitati ma che non sono sottoponibili a nessuna forma di controllo democratico”.

“Sarebbe quanto mai opportuno – conclude Iritale – limitare questa azione di commissariamento ai casi essenziali e scegliere figure di indiscutibile rigore”.

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