CHIETI – Paradossi all’Arpa, la più importante azienda di trasporto pubblico regionale: ha in organico circa 930 dipendenti, ma i servizi di manutenzione dei mezzi vengono affidati a ditte esterne, come pure gli interventi di emergenza in caso di avaria, in quanto l’Arpa non è dotata di carroattrezzi. E non solo: si continuano a spendere cifre esorbitati per affittare le sedi.

Non c’è che dire, il nuovo presidente dell’Arpa, Luciano D’Amico, che è anche rettore dell’Università di Teramo, e ancora presidente dell’Istituto musicale Braga, avrà un bel da fare, sempre se troverà il tempo, per ripianare i debiti di 40 milioni di euro della società di trasporto. E, incalzano i sindacati, potrebbe cominciare proprio dal taglio delle esternalizzazioni.

Nell’ultimo bilancio pubblicato online nel sito Internet della società, relativo all’esercizio 2012, alla voce riparazioni e manutenzioni “affidate a imprese esterne attraverso apposite gare e ricerche di mercato” è scritta la considerevole cifra di 2 milioni 880 mila euro, che servono, entrando nel dettaglio, a pagare la manutenzione e riparazione ordinaria dei veicoli per carrozzeria e meccanica, “incluso il costo del full service per 37 autobus degli stabili e impianti di proprietà di terzi, dei macchinari e degli impianti Ced”.

È poi affidato a ditte esterne anche il servizio di intervento in caso di avaria e guasti dei mezzi. Insomma, l’Arpa non ha carroattrezzi propri per andare a prendere gli autobus fermi in mezzo alla strada, e per trainarli nella più vicina officina. E ogni volta l’ente, ovvero il contribuente abruzzese, deve spendere minimo 400 euro per un intervento a breve distanza.

Scelte scellerate, osservano non da ora i sindacati, frutto di una logica di gestione sbagliata.

“L’Arpa ha officine meccaniche in ogni sede della regione – spiega ad AbruzzoWeb Alessandro Di Naccio, segretario generale Fit Cisl Abruzzo e Molise – ma paradossalmente non ha un numero adeguato di meccanici per garantire la manutenzione di centinaia di mezzi in tempi accettabili. Da anni chiediamo invano che vengano assunti con concorso operatori qualificati che si curino, internamente all’azienda, della manutenzione, speriamo che il nuovo presdiente ci ascolti, perchè solo in questo modo si possono ridurre i debiti”.

In organico, altra stranezza per un’azienda di trasporto, a scarseggiare sono anche autisti. “L’ultimo concorso per autisti è stato fatto nel 2008 – incalza Di Naccio – e ora siamo sotto organico. Il risultato è che spendiamo oltre 600 mila euro l’anno per gli straordinari e le trasferte degli autisti in organico. Una cifra superiore di quella che costerebbero altre assunzioni”.

Ci sono poi le voci relative agli affitti delle sedi.

La direzione regionale di via Asinio Helio a Chieti costa 98.516 euro l’anno, a cui si aggiungono 127 mila euro per il distretto teatino. Per le aree di Giulianova si spendono 30 mila euro l’anno. Aggiungendo quelle di Palena, Penne, Ripa Teatina, Orsogna, Celano, Sulmona, Ortona e Controguerra si arriva ai 310 mila euro l’anno. L’acquisto della nuova sede Arpa di Sulmona in viale dell’Agricoltura, è costata 3,4 milioni di euro.

“Con queste cifre si potevano comprare con un mutuo le sedi necessarie e non solo, – osserva Franco Rolandi della Filt Cgil – , si potrebbero ottenere notevoli risparmi notevoli accorpando alcune sedi, per esempio quelle di Teramo e di Giulianova, ma soprattutto utilizzando edifici già di proprietà della Regione Abruzzo, per cui non si pagherebbero affitti, come avviene con la direzione generale della Gtm, l’altra società di trasporto pubblico dove, sottolineo, le esternalizzazioni dei servizi sono molto ridotte rispetto a quello che accade in Arpa”.

Per la sede di Sulmona, il sindacalista osserva che “forse sarebbe stato meglio attendere il nuovo assetto logistico, che uscirà dall’auspicabile accorpamento delle tre società di trasporto regionali, Arpa, Gtm e Sangritana, in una società unica. E comunque è stata a mio giudizio una spesa azzardata visti i debiti”.