PESCARA – “Evitare la vacatio e la paralisi amministrativa dell’ente”: con questa motivazione il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, con un decreto del 9 dicembre ha  prolungato il commissariamento dell’Agenzia regionale per l’informatica e committenza (Aric), che ha il fondamentale ruolo stazione appaltante unica della Regione, a cominciare dal comparto della sanità.

Questo perché il nuovo direttore generale, il 47enne avvocato salernitano Donato Cavallo,  in quota Forza Italia, nominato il 15 novembre, a distanza di un mese non si è ancora insediato, per problemi legati alla tempistica delle pratiche relative all’abbandono del suo precedente incarico di dirigente dell’Area programmazione e monitoraggio consumi sanitari alla Regione Lazio.

Resteranno dunque ancora in carica, per garantire la continuità amministrativa, e in attesa dell’arrivo di Cavallo, nel ruolo di commissario straordinario Daniela Valenza, dirigente regionale del servizio Assistenza atti presidente della giunta regionale, e con lei i due sub commissari, Domenico Lilla, nell’attività dell’ambito informatico e telematico, e Carlo Montanino, nell’attività dell’ambito della committenza.

La nomina di Cavallo era arrivata ad oltre 4 mesi dalla scadenza del bando di inizio luglio a cui avevano partecipato 21 candidati, frenata dalle divergenze sul nome da scegliere, con quello di Cavallo sostenuto in primis dal direttore del dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, Claudio D’Amario, tornato in Abruzzo dopo essere stato il direttore generale alla prevenzione del Ministero della Salute, e in giunta dall’assessore alle Attività produttive e Turismo, Daniele D’Amario, che è cugino di Claudio D’Amario. Il suo nome è stato messo sul tavolo dal coordinatore regionale di Fi, il senatore Nazario Pagano. Favorevole anche Marsilio , mentre ad esprimere perplessità sulla nomina di Cavallo sarebbe stato  l’assessore al Bilancio e al Personale, Guido Liris, di Fratelli d’Italia,  medico e dirigente in aspettativa della Asl dell’Aquila.  La scelta è stata però sofferta e per questo fatta dopo mesi dalla chiusura del bando. E ci sono stati mugugni da alcuni ambienti politici per la scelta di un manager esterno.

Si legge nel decreto di proroga del commissariamento: “la pandemia è ancora in corso ed è stato prorogato lo stato di emergenza, per cui è quanto mai opportuno avvalersi di professionalità e competenze già misuratesi con la situazione emergenziale per eventuali ulteriori necessità che si profilassero” come appunto la terna commissariale in scadenza.

Inoltre, si legge ancora, “l’agenzia necessità di un ulteriore periodo di definizione delle relative procedure esistenti oltre che di definizione dell’organizzazione dell’ente per poi avviare la fase l’ordinaria amministrazione”.

Occorre insomma “garantire il corretto svolgimento dell’azione amministrativa al fine di evitare una situazione di vacatio, con conseguenti disfunzioni e deficienze amministrative determinando di fatto la paralisi amministrativa dell’ente.

Ovviamente il conferimento dell’incarico commissariale cesserà all’atto dell’insediamento del direttore generale.