L’AQUILA – C’è maretta, in Regione Abruzzo, e più precisamente dentro Fratelli d’Italia, per la nomina, che sconta mesi di ritardo, del nuovo direttore dell’Aric, l’Agenzia regionale dell’informatica e committenza, la centrale unica degli acquisti della Regione, a cominciare da quelli, determinanti, nel comparto sanitario.

Una carica vale oltre 110mila euro lordi di compenso l’anno per cinque anni. Scaduto infatti il bando il 3 luglio scorso, gli uffici hanno valutato e inviato i curricula dei 21 pretendenti sul tavolo della giunta. Ed è qui che secondo fonti bene informate la pratica si è incagliata, per divergenze tra il presidente della Regione, Marco Marsilio, e l’assessore al Personale e Bilancio, Guido Quintino Liris, sul nome giusto da scegliere dal mazzo. Nodo che ora andrà al più presto sciolto, archiviate le elezioni comunali, segnate da un deludente risultato per il centrodestra, ma con un avanzamento di Fratelli d’Italia rispetto alla Lega.

Resta il fatto che a quattro mesi dalla chiusura del bando resta vacante il vertice di un ente fondamentale, deputato ad accentrare le gare pubbliche degli enti regionali, a cominciare da quelli delle quattro Asl, commissariato dall’aprile del 2018, affidato prima all’ora capo dipartimento Risorse, Fabio Bernardini, lo stesso che ha indetto il bando, poi dall’ottobre 2019, a titolo gratuito, da Daniela Valenza,  dirigente della segreteria della giunta del presidente Marsilio. Ora però Valenza non riveste più il ruolo commissariale.

Il bando prevedeva elevati requisiti curriculari, ma poi la scelta finale, che arriverà per decreto, è a discrezione di Marsilio, “sentito” Liris, anche in base al gradimento “politico”, visto il carattere fiduciario dell’incarico di un direttore che deve mettere in pratica strategie e obiettivi dell’esecutivo regionale. Andrà comunque motivata la scelta.

Come già rivelato da Abruzzoweb, tra i 21 candidati in pole position ci sarebbe Donato Cavallo, avvocato 47enne salernitano e dirigente in Regione Lazio, in quota a Fratelli d’Italia, per di più sostenuto dal potente direttore del dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, Claudio D’Amario, del quale sarebbe un fedelissimo. Per D’Amario, già dg della Asl di Pescara, e poi, da febbraio 2018 a gennaio 2020, direttore generale della dipartimento Prevenzione del Ministero della Salute, centrale nell’emergenza coronavirus, finito nella bufera per il mancato rinnovo del piano pandemico nazionale, la scelta di Cavallo non farebbe altro che rafforzare il suo ruolo guida nel comparto sanità, anche su versante della committenza, tenuto conto che in Regione si dice oramai apertamente che il vero assessore ombra sia lui, piuttosto che la leghista Nicoletta Verì.

Ed è proprio il nome di Cavallo l’oggetto del contendere gradito a Marsilio, convinto dalla bontà della scelta da D’Amario. Meno da Liris, che di professione fa il dirigente medico alla Asl dell’Aquila con la specializzazione in Igiene, e che considera l’Aric una sua ‘creatura’ per la quale ha un piano di rafforzamento, prevedendo un ruolo sempre più centrale negli appalti.

Si conferma così quanto sia difficile portare avanti lo spoils system in Regione Abruzzo, anche se, come in questo caso, lo scontro non è tra alleati, con il classico della Lega, prima forza della maggioranza contro tutti, ma tutta interna a Fdi, a cui spetta di riempire la casella, in base agli accordi di “spartizione”. Soprattutto se si  tratta poi di scegliere per i prossimi 5 anni, la figura più importante di un ente che la maggioranza di centrodestra sta strutturando, molto strategica perché si dovrà occupare di appalti pubblici milionari e socialmente impattanti.

Altri autorevoli candidati sono Raimondo Micheli, attuale direttore amministrativo dell’Agenzia regionale tutela ambientale, ex assessore comunale a Teramo e candidato alle regionali del febbraio 2019 con Fratelli d’Italia, il funzionario regionale Domenico Lilla, che ricopre attualmente l’incarico di sub-commissario della stessa Aric per quanto riguarda le attività in campo informatico, l’ingegnere Marco Scorrano, dirigente del Comune di Montesilvano, Dover Scalera, avvocatessa cassazionista del foro di Roma, Stefano Ilari, ex direttore generale del Comune di Pescara, ed Alessio Albani, funzionario del consiglio regionale.