ARI – Il sindaco di Ari (Chieti) Elena Di Biase comincia a fare collezione di rinvii a giudizio. Dopo quello di circa tre mesi fa, per reati contro i diritti politici dei cittadini, ne arriva un altro, questa volta per diffamazione.
Mercoledì scorso, presso il tribunale di Chieti, si è svolta la prima udienza dinanzi al giudice per le indagini preliminari che ha visto il primo cittadino imputato per il reato di diffamazione a mezzo stampa.
I fatti risalgono al febbraio 2010, quando il sindaco fece tappezzare il paese con manifesti che, secondo quanto afferma la procura della Repubblica di Chieti, offendevano “l’onore e il decoro di Marcello Salerno”, capogruppo dell’opposizione.
All’udienza il sindaco è risultato assente, mentre è intervenuto il suo avvocato giustificando il manifesto con il diritto di critica politica.
Ma il giudice non ha accolto le sue richieste e, senza esitazione, ha disposto il rinvio a giudizio. Il processo inizierà il 10 gennaio 2013.
Sempre nel 2013 si terrà, invece, l’altro processo, quello in cui il sindaco, insieme al vice sindaco, Renato D’Alessandro, dovrà rispondere di reati contro i diritti politici dei cittadini.
La vicenda è riferita all’ultima campagna elettorale, quando sindaco e vice, secondo la tesi dell’accusa, avrebbero “esercitato pressioni” e “minacce” nei confronti di diversi compaesani per costringerli a votare per loro.
E per essere sicuri che il voto sarebbe stato davvero per loro, i due escogitarono ingegnosi sistemi di riconoscimento, che, violando la segretezza del voto, consistevano nello scrivere il nome del candidato consigliere, in questo caso di D’Alessandro, secondo un preordinato schema di lettere maiuscole e minuscole.
Questo processo, più dell’altro per diffamazione, pesa maggiormente sulle spalle dei due amministratori, sia per il valore delle testimonianze, sia perché i due amministratori, e in particolare l’ex sindaco D’Alessandro, hanno fatto della legalità la bandiera della propria azione amministrativa. (ar.ia.)






