ARI – Il piccolo centro di Ari (Chieti) festeggia il suo mister vincente. Il sindaco Marcello Salerno ha deciso di assegnare un encomio solenne all’allenatore del Teramo Vincenzo Vivarini che nacque ad Ari, in contrada Santa Maria, il 2 gennaio 1966.
L’encomio è stato consegnato a mister Vivarini nel corso del Consiglio comunale di mercoledì 27, una seduta consiliare affollata, con tanta gente rimasta fuori dalla porta per assistere all’avvenimento. Ospite speciale anche il sindaco di Fara Filiorum Petri (Chieti), Camillo D’Onofrio, grande amico di Vivarini.
L’allenatore è apparso emozionato e commosso. “Non mi sono mai sentito così tanto in difficoltà come in questo momento”, ha detto al microfono davanti ai suoi compaesani.
Ad ascoltarlo, tra il pubblico, c’erano anche la moglie Rossella e la madre Rachele. Ad Ari, Vivarini ha ancora gran parte della sua famiglia, dagli zii Rocco e Antonietta Vivarini, Adelia Vivarini ed Esterina D’Amore, a una marea di cugini e parenti sparsi per tutto il paese.
“E’ cominciato tutto da qui – ha ricordato l’allenatore – dalle partite di pallone con gli amici nello spiazzo davanti alla chiesa parrocchiale, oppure in piazza o anche ai Macinini”.
Il paese di Ari, contrada Santa Maria in testa dove è raggruppata gran parte della famiglia, ha sempre seguito passo passo i successi del suo campione, esempio di determinazione, onestà e umiltà. Dall’approdo in serie B come giocatore, alle promozioni con il Chieti e con il Teramo come allenatore, ogni domenica era il solito passaparola: “Cosa ha fatto Vincenzo?”
E così Ari ha fatto sempre il tifo per le diverse squadre di calcio dove giocava o allenava Vivarini, non facendo mai mancare la propria presenza allo stadio negli appuntamenti più importanti. “È il mio zoccolo duro – ha commentato il mister – qui ci sono persone davvero appassionate per questo sport e sono le stesse persone che hanno fatto nascere la passione in me da piccolo”.
“Qui gioco in casa – ha detto ancora – è chiaro che ho tutti dalla mia parte”. Il pensiero è andato anche al padre Pantaleone, scomparso molti anni fa: “Sarebbe molto orgoglioso per questa cerimonia”.
“Per noi questo è un momento davvero importante – ha detto il sindaco Salerno – perché quando un nostro concittadino raggiunge un grande obiettivo, il paese tutto vuole festeggiarlo. Quindi il significato di questa iniziativa è la condivisione dei successi. Vogliamo far sentire a chi si afferma anche al di fuori della nostra comunità che gli Aresi gli sono vicini. Le eccellenze del nostro paese non sono mai lasciate sole, ma c’è sempre la comunità che le supporta e le accompagna nel loro percorso”.
Oltre all’encomio, Vivarini ha ricevuto in dono anche una fotografia d’annata: una vecchia squadra di calcio in cui militava da giovanissimo. A consegnargliela è stato il vice sindaco Andrea Santone, anche lui uno dei tanti parenti che l’allenatore ha in paese.
Per quanto riguarda il futuro calcistico di mister Vivarini non ci sono ancora certezze. L’allenatore ha detto che sta decidendo, infatti, se rimanere ad allenare il Teramo in serie B o cambiare squadra. (ar.ia.)






