L’AQUILA – La Corte dei conti dell’Aquila ha condannato al pagamento di 40 mila euro per danno erariale l’ex vice sindaco del capoluogo, Roberto Riga, per la sua inerzia come responsabile del settore nell’eseguire le sentenze del Tar, in particolare sulle aree bianche, quelle con vincolo urbanistico decaduto che per anni non sono state normate nuovamente, restando bloccate.
Secondo quanto riporta il quotidiano Il Messaggero, i proprietari avevano fatto ricorso al giudice amministrativo che aveva prima chiesto al Comune di provvedere e, poi, dopo il silenzio dell’ente, nominato commissari ad acta per dare ai terreni una nuova destinazione urbanistica.
Tutto ciò, secondo i giudici contabili, ha portato a spese superflue e quindi a un danno erariale con la successiva nomina pagata dei commissari.
Secondo i giudici contabili, Riga “non intraprese nessuna specifica iniziativa, semplicemente sulle pratiche in questione (12 su 14), rimase inerte, con la inevitabile conseguenza che i privati interessati, una volta scaduti i termini fissati dal giudice, si rivolsero nuovamente al Tar per ottenere l’adozione degli atti amministrativi. In conclusione, quegli stessi atti che il Comune aveva sostanzialmente già predisposto, giacenti all’attenzione dell’assessore, furono adottati dal commissario ad acta per un costo di 40 mila euro”.
“Un esborso paradossale – prosegue la Corte dei conti – che non trova alcuna razionale giustificazione stante l’obbligatorietà dell’esecuzione dei provvedimenti; né rimetterne l’esecuzione a un Commissario ad acta può aver conferito qualche vantaggio economico o anche solo di opportunità al Comune, posto che gli schemi di delibera erano già stati predisposti e sarebbe stato più logico mantenere all’interno dell’ente le eventuali scelte attuative del giudicato, tanto più in quanto relative a varianti puntuali anziché demandarle una per una a un soggetto esterno con attività a pagamento”.






