L’AQUILA – È stato firmato oggi il protocollo d’intesa tra il Comune e la Provincia dell’Aquila per la definizione della destinazione urbanistica delle cosiddette “aree bianche”, quelle con vincoli espropriativi decaduti che da trent’anni attendono una normazione.
Un’attesa che ha comportato uno sfregio alla già polverosa pianificazione urbanistica del capoluogo: in assenza di risposte del Comune, infatti, in questi anni i proprietari hanno fatto ricorso al giudice amministrativo che ha nominato commissari ad acta che normavano le aree al posto delle istituzioni, con indici di edificabilità molto alti e soprattutto slegati da un progetto complessivo.
L’intesa è stata sottoscritta dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, dall’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, dal presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, e dall’assessore provinciale all’Urbanistica Roberto Tinari, che è anche consigliere comunale di opposizione.
Sulla base del documento, che dovrà essere sottoposto al Consiglio comunale per la definitiva adozione, la determinazione della destinazione e degli indici di edificabilità delle aree a vincolo decaduto sarà affidata a una specifica norma, che andrà a integrare le Norme tecniche di attuazione del vigente piano regolatore, che ha oltre quarant’anni di età.
Alla Provincia spetta invece l’emissione del certificato di “non contrasto” al Piano Provinciale, da rendersi alla fine del procedimento amministrativo di adozione.
La firma pone fine almeno a livello di atti formali, al clima di guerra tra le due amministrazioni: nei giorni scorsi, infatti, Di Stefano ha accusato Tinari di aver fatto ‘melina’ sulla firma facendo slittare il vertice decisivo, quest’ultimo ha replicato e Cialente ha scritto alla Corte dei conti e alla procura della Repubblica.
Inoltre, la Provincia affermava e afferma tuttora che questa disciplina delle aree bianche non può calare dall’alto ma va abbinata alla realizzazione del nuovo piano regolatore, promessa da Cialente in campagna elettorale entro l’estate 2014, un’indicazione, però, che l’amministrazione comunale reputa un’ingerenza inaccettabile tanto da paventare lo “scontro istituzionale”.
Sul tema sono state diffuse due note dai rispettivi enti mentre Tinari e l’altro assessore Guido Liris hanno rilasciato bellicose dichiarazioni ai microfoni di AbruzzoWeb.
Le aree bianche da normare sono un’infinita, 7,3 ettari, come dire oltre 7 milioni di metri quadrati di territorio aquilano.
Quando sarà definitivamente passata la normativa, chi possiede un’area bianca potrà costruire 0,08 metri cubi per ogni metro quadrato di terreno: un indice più largo della severissima previsione iniziale (0,04), ma comunque diverso da indici molto più larghi adottati dai commissari, arrivati fino a 0,65.
Per fare un esempio, su un’area di un ettaro, con l’indice 0,08 si potranno costruire circa 290 metri quadrati, una buona villa di tre piani. Con l’indice più alto usato dai commissari, 0,65 metri cubi per metro quadrato, sulla stessa area si potrebbero tirare su 2.300 metri quadrati, due palazzine da 15 appartamenti da 70 metri quadrati ciascuno!
Gli interventi saranno in ‘comparti’ di minimo un ettaro, 10 mila metri quadrati e, soprattutto, attraverso una perequazione, uno scambio tra Comune e proprietari. Insomma, si potrà costruire dentro un’area cedendone un pezzo al Comune nelle proporzioni di 70-30, cosa che suscita le ire dell’assessore Tinari. Alberto Orsini
DI STEFANO: “UN TRAGUARDO IMPORTANTE”
“Si tratta di un traguardo importante ai fini della normazione di aree che, da oltre trent’anni, aspettavano di essere ridefinite da un punto di vista urbanistico – ha sottolineato l’assessore Di Stefano – L’adozione della variante di salvaguardia comporta la fine dei commissariamenti disposti del Tar che, oltre a costituire una spesa per l’ente comunale, andavano a fissare disparati indici edificatori, rischiando di invalidare e compromettere ogni futura pianificazione urbanistica da parte del Comune, che è competente per legge”.
“L’intesa con la Provincia – ha proseguito l’assessore – è il frutto di un percorso che abbiamo scelto di intraprendere, sostenuti dalla normativa vigente, allo scopo di accelerare la conclusione del processo che porterà a normare, finalmente, le aree bianche. Questo perché sono state riscontrate tutte le situazioni di potenziale contrasto con le disposizioni vigenti in materia”.
Di Stefano ricorda “che gli uffici, comunali e provinciali, hanno lavorato per mesi per giungere a questo risultato. Un impegno per il quale ringrazio tutti. Ora il documento dovrà essere sottoposto, per l’adozione, all’attenzione del Consiglio comunale – ha affermato – e pertanto mi auguro che questa seconda fase del percorso possa andare avanti senza ostacoli e in tempi rapidi”.
“Si tratta infatti di un passo importante – ha concluso – ai fini della predisposizione del nuovo Piano regolatore generale al quale, una volta definita la questione delle cosiddette aree bianche, si procederà senz’altro con determinazione”.
DEL CORVO E TINARI: “ABBIAMO FIRMATO MA VIGILEREMO, PRG VADA IN CONSIGLIO A NATALE”
“L’intesa firmata questa mattina in Comune non è risolutrice del problema – dichiarano il presidente della Provincia Del Corvo e l’assessore Tinari – ma è propedeutica alla stesura del nuovo piano regolatore generale della Città dell’Aquila; ricordiamo che l’ultimo Prg risale al 1976”.
“Siamo soddisfatti di aver costretto il Comune a firmare l’intesa – continuano – ora veglieremo, quale organo di controllo, affinché il sindaco Cialente porti all’attenzione del Consiglio comunale della città, il nuovo piano regolatore, prima di Natale. In caso contrario ci vedremo costretti a denunciare le omissioni”.





