PESCARA, 3 GIUGNO – Per Ezio Ardizzi, presidente della Confcommercio ed ex presidente della Camera di commercio della città adriatica, il bilancio 2009 del porto turistico Marina di Pescara non si chiude in perdita.
Nello specifico, Ardizzi risponde alle accuse di “incapacità di gestione”, e a proposito della perdita di un milione 800 mila euro che avrebbe determinato la chiusura in rosso dei conti del Marina, evidenzia che si può ricondurre “a tre filoni: imposta Tarsu, Ici, canoni demaniali, spese di ammortamento per lavori di escavazione effettuati negli ultimi anni.
“È di tutta evidenza – ha proseguito Ardizzi – che le spese relative a imposte e canoni non possono essere addebitate a una buona o cattiva gestione. Sono pendenti più ricorsi in merito alla corretta modalità di calcolo di tali voci. È quanto mai pretestuoso considerarle perdite di esercizio. Per quanto riguarda gli ammortamenti, la perdita è il risultato di una differente modalità di applicazione dell’ammortamento applicata dalla nuova gestione rispetto a quella ugualmente leggitima e ammissibile utilizzata dalla precedente: tanto è vero che la stessa società di revisione, nel momento in cui sottolinea la soggettività dell’interpretazione esposta, ammette che ce ne possono essere di difformi, e in nessun punto della sua lunga e dettagliata relazione parla di illegittimità, irregolarità o altro”.
Ardizzi infine ha sottolineato che la Camera di commercio durante la sua presidenza “non solo ha definito le varie pendenze trovate, ma ha realizzato ogni possibile economia di spesa e conseguito notevoli utili, evidenti dai dati del bilancio 2009 in corso di approvazione”.






