SAN PANFILO D’OCRE – “Questa esperienza è stata entusiasmante perché ha permesso ai frequentatori del nostro centro diurno di lavorare in questo processo creativo ed artistico sia sulla parte pratica e artigianale, sia sul movimento e nella messa in scena. E soprattutto uscendo dalla loro quotidianità”.
Nel commento di Anna Romano, responsabile della Comunità 24 luglio, che da anni opera per integrare persone diversamente abili nella famiglia, nella scuola, nel mondo del lavoro e nella vita sociale, il senso profondo e il valore del laboratorio e del primo spettacolo con i personaggi della commedia dell’arte e le maschere ispirate a quelle della fontana delle 99 cannelle all’Aquila, nell’ambito del progetto Arca, – Arte, Rigenerazioni, Comunità, Abitare -, che coinvolge da agosto scorso, undici comuni del cratere sismico aquilano, con la partecipazione di 14 artisti internazionali e con ideazione e direzione artistica di Silvia Di Gregorio.
Protagonista del laboratorio e poi della messa in scena, l’attrice, regista, scenografa, insegnante di teatro e scrittrice Claudia Contin Arlecchino, nota nel mondo come prima donna che ha reinterpretato il carattere maschile della figura di Arlecchino sin dal 1987. Il primo spettacolo, “Vizi e virtu’ di Arlecchino”, si è celebrato nella chiesa di San Panfilo d’Ocre, meritandosi una standing ovation del pubblico, oggi secondo spettacolo a Barisciano, alle ore 18 nella Casa degli alpini, (via dietro la Chiesa), e poi domani domenica 30 novembre a Tornimparte, nella chiesa di San Panfilo.
A dare voce e movimenti e alla maschera più popolare della commedia dell’arte italiana la stessa Claudia Contin Arlecchino, accompagnata dal menestrello Luca Fantinutti e da undici maschere inedite realizzate e indossate, assieme agli abiti di scena prestati dal Teatro stabile aquilano, da altrettanti ragazzi e ragazze della Comunità 24 luglio.
“Ringrazio questi scalmanati che mi hanno insegnato a muovermi e a danzare in modi completamente diversi. Io gli ho insegnato come si crea una maschera, ma penso però sia più importante quello che ho appreso io da loro”, ha commentato Claudia Contin Arlecchino al termine del ballo che ha chiuso lo spettacolo.
Le maschere sono state create partendo dai calchi della commedia dell’arte ed ispirate al tema dell’acqua e della fontana delle 99 cannelle, dopo che l’artista era rimasta affascinata dalle forme dei mascheroni, create ex novo dei partecipanti al laboratorio nel corso di una intensa settimana di attività, con forme allungate e aperte, come quelle dei mascheroni e decorate secondo le suggestioni che i loro interpreti ne hanno ricavato dopo la visita al monumento: le più disparate, non solo richiami all’acqua, ma anche a satiri, bambini e animali e altro ancora.
“La fontana delle 99 cannelle è un simbolo del territorio e non di una città. È frutto di una condivisione e chissà che diventi la fonte di una nuova tradizione. L’Abruzzo è una delle poche regioni che non ha una ‘sua’ maschera tradizionale. La mia è un’ispirazione, un lancio e una provocazione che spero venga raccolta. Perché non crearne finalmente una, come da tradizione, ma guardando al terzo millennio? Qualcosa senza tempo, come l’Abruzzo e i suoi abitanti?”, l’auspicio di Contin Arlecchino.
Un ringraziamento particolare dello staff di Arca all’amministrazione comunale di Ocre, al sindaco Gianmatteo Riocci e all’assessore Catia Di Pasquale, al parroco, per aver messo a disposizione la Chiesa, ad Antonella Lattanzi “per il suo prezioso supporto logistico e la splendida e curata accoglienza e al pubblico caloroso e partecipe”.
Partner di Arca, finanziato dai fondi Restart e incentrato sull’arte comunitaria sono oltre agli 11 Comuni, il Teatro stabile d’Abruzzo, il Munda, il Maxxi L’ Aquila, l’Università dell’Aquila, The Current -Center for contemporany art, cooperativa AppStartOnlus e Comunità 24 Luglio.





