PESCARA – Secondo la guardia di finanza di Pescara che lo ha di nuovo arrestato, ponendolo ai domiciliari con l’obbligo di dimora su ordine del gip Luca De Ninis, Domenico Massimini, già socio della Massimini Costruzioni srl di Pescara, continuava a svolgere attività illecita all’interno della società.
Questa volta l’accusa è di appropriazione indebita. Il nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle ha continuato a indagare sull’imprenditore a seguito di alcune denunce presentate a suo carico.
La storia giudiziaria di Massimini inizia alcuni anni fa, quando rivestiva l’incarico di presidente della società pescarese.
Massimini, in lite con gli altri soci, aveva continuato a vendere ed affittare, anche fittiziamente, immobili per conto della società, intascandone i proventi e utilizzando per i propri scopi persone di fiducia sotto falso nome.
Con questo stratagemma produceva falsi verbali di riunione del consiglio di amministrazione, traendo in inganno i notai nella registrazione degli atti di compravendita o locazione degli immobili.
Domenico Massimini, sempre secondo le risultanze investigative, utilizzava fraudolentemente il titolo di amministratore della società operando anche sui conti correnti.
Proprio per quelle attività, il 16 ottobre di un anno fa, scattarono una serie di arresti (l’inchiesta venne condotta dal sostituto procuratore di Pescara Silvia Santoro).
L’operazione della guardia di finanza scardinò un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa, all’appropriazione indebita, al falso documentale e alla sostituzione di persona, per depauperare il patrimonio sociale della Massimini Costruzione.
Per quei fatti furono arrestate sei persone, due delle quali insieme a Domenico Massimini, finirono in carcere gli altri ai domiciliari.
Allora furono sequestrati 9 immobili oggetto di finte operazioni di alienazione, un autocarro, assegni, depositi bancari e le quote della società possedute dalla stessa moglie di Massimini, pari al 34 per cento circa del capitale sociale.





