PESCARA- Scriviamo in qualità di lavoratori fragili, e membri del gruppo “Immunodepressi tutela contro coronavirus “affinché vengano stabilite tutele durature e strutturali che possano proteggere dal contagio tutti i lavoratori fragili, soprattutto in considerazione del fatto che gli stessi, come previsto dall’art. 26, comma 2 e 2 bis del D.L. 18 del 17/03/2020, convertito con Legge n. 27/2020, sono a rischio coronavirus in quanto immunodepressi e/o per altre patologie”.

Lo si legge in una nota inviata al presidente della Repubblica, alla presidente del consiglio e ad altri vertici nazionali e regionali  e firmata da Daniela Bruglia, Rosanna Favulli, Daniela Galloni,

“Si fa presente”, dice la nota, “che, fino al 30 giugno 2022, erano tutelati dallo Stato con una doppia tutela: – lo smart working, per chi aveva una mansione compatibile, – l’assenza equiparata a ricovero ospedaliero che non andava ad inficiare nel comporto per ruoli in cui non era possibile applicare il lavoro agile, e che con la conversione del Decreto aiuti-bis (settembre 2022) tuttavia, è stato prorogato soltanto lo smart working mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro”.

“Riteniamo” affermano,  “che tutti i lavoratori fragili vengano tutelati, senza dover rischiare gravi conseguenze in caso di contagio, non esistono lavoratori di serie A e di serie B. Nella precedente legislatura, e in campagna elettorale, i partiti di Fratelli D’Italia, Lega e Forza Italia si erano battuti per tutelare questa categoria, garantendo un’attenzione alla tematica. Siamo convinti che non si tratta solo di “promesse elettorali”. Lo stesso partito dell’attuale Presidente del Consiglio del Consiglio, Onorevole Giorgia Meloni, nel programma elettorale al punto 9, si era impegnato a tutelare i lavoratori fragili, gli invalidi e i caregivers. Da oltre 4 mesi chi non può fare lo smart working si trova senza tutele e a chi invece è stato riconosciuto ricordiamo che il 31 dicembre 2022 è ormai alle porte e ad oggi non ci sono nuove garanzie. Purtroppo il Covid-19 non è scomparso e con la brutta stagione il virus potrebbe rialzare la testa”.

“Le persone fragili, a causa delle patologie di cui sono affette,” si legge nel documento, “una volta contratto il Covid-19, hanno un rischio maggiore di andare incontro ad malattia grave. Invitiamo, pertanto, all’attuale Governo di prorogare le tutele scadute il 30 giugno 2022 e di stabilire tutele durature per tutti i lavoratori fragili prorogando il lavoro agile e rimettendo la malattia esclusa dal comporto per coloro che non possono fare lavoro agile, dando anche la possibilità ai lavoratori fragili di accedere ad una pensione anticipata e ad altre tutele sul luogo di lavoro. La sicurezza della persona è un diritto fondamentale, a cui anche le OO.SS. hanno più volte dichiarato una necessità legislativa attualizzata sia alle condizioni sanitarie, sia alla sicurezza sul lavoro”.

“Lo Stato”, prosegue la nota, “è consapevole che i lavoratori fragili hanno un rischio più elevato di ospedalizzazione e morte e che il solo vaccino, a causa delle patologie di cui soffrono, non può assicurare protezione contro covid-19. Le nostre patologie devono essere tutelate come previsto anche dalla Costituzione Italiana(La Costituzione è fondata sul lavoro (art. 1 Cost.) e riconosce al lavoro una funzione di fondamentale importanza. Il diritto al lavoro è riconosciuto a tutti  (art. 4 Cost.) e sono promosse tutte quelle condizioni che rendano effettivo tale diritto.). Chiediamo solo rispetto  oltre a continuare a lavorare in sicurezza. Considerato, infatti, che in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, la Costituzione prevede.(art. 1, 2, 4, 32 tra questi) …la tutela della persona  nella sua integrità psico-fisica come principio ai fini della predisposizione di condizioni ambientali sicure e salubri e che lo Stato ha l’obbligo di tutelare i più fragili, affinché i lavoratori fragili non debbano scegliere tra la loro vita ed il lavoro”.

Per queste ragioni  si invitano le autorità a determinare:  il ripristino e la proroga delle tutele di cui all’articolo 26, commi 2 e 2 bis del Decreto Legge n. 18/2020, convertito con modificazioni con Legge n. 27/2020 e successive modifiche (lavoro agile o qualora non possibile, assenza equiparata a ricovero ospedaliero e non conteggiata nel periodo di comporto)  almeno fino al  31  dicembre 2023 per tutti i lavoratori fragili e inidonei sia del settore pubblico che privato con effetto retroattivo; la proroga della sorveglianza sanitaria eccezionale di cui all’articolo 83, commi 1, 2 e 3 del Decreto Legge n. 34/2020, convertito con modificazioni con L. 77/2020 e successive modifiche”.

“Si chiede inoltre”, concludono, “di stabilire tutele durature per tutti i lavoratori fragili e la possibilità di accedere ad una pensione anticipata. Tra gli interessi primari dello Stato deve esserci sempre la tutela dei disabili e dei fragili. Per questo motivo, in questa situazione ad alto rischio per la loro salute e della loro stessa vita, lo Stato è tenuto a tutelare milioni di lavoratori che chiedono semplicemente di poter vivere con una qualità della vita decorosa”.