L’AQUILA – Scagionato “perché il fatto non sussiste”.

Il Gup del tribunale dell’Aquila Guendalina Buccella  ha stabilito il non luogo a procedere per l’imprenditore aquilano Aldo De Beato, dall’accusa di falso, nell’ambito del filone collaterale del procedimento su presunte irregolarità nell’assegnazione dell’appalto per la ristrutturazione dell’ex caserma Campomizzi. 

I restauri alla fine furono assegnati dal provveditorato a una ditta per 5,9 milioni. Seguiti da altre commesse per 5,8 milioni.

Due giorni fa è stato celebrato davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale il rito abbreviato chiesto dalla difesa dell’imprenditore.

Nell’ambito della stessa vicenda la scorsa settimana 11 persone sono state rinviate a giudizio il prossimo 7 aprile. 

Le ipotesi di reato sono turbativa d’asta, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio, reiterate falsità ideologiche commesse da pubblici ufficiali e da privati ed emissioni o utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per 600 mila euro.

Del Beato, che aveva presentato un’offerta, avrebbe attestato falsamente di aver visionato i progetti che invece non erano stati neanche redatti dal Provveditorato e per questo era imputato. 

Il giudice per le udienze preliminari ha dato ascolto alla tesi assolutoria proposta dall’avvocato Stefano Rossi e l’imprenditore è stato scagionato