L’AQUILA – L’ex prefetto dell’Aquila Giovanna Maria Iurato potrebbe andare a processo.

Lo riporta l’edizione odierna del quotidiano Il Centro. La Procura di Napoli, in seguito all’interdizione dai pubblici uffici disposta a carico della Iurato dal gip del tribunale di Napoli Claudia Picciotti, ha inviato, secondo quanto riportato dal quotidiano abruzzese, 39 avvisi di conclusione delle indagini preliminari.

Gli avvisi sono in via di notifica da parte della Guardia di Finanza. Si tratta di documenti nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per la sicurezza a Napoli.

Associazione per delinquere, turbativa d’asta, abuso d’ufficio, falso e corruzione i reati ipotizzati a vario titolo. A firmare gli avvisi sono stati il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e i pm della Direzione distrettuale antimafia Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli.

Raggiunti dagli avvisi di conclusione delle indagini (cui farà seguito la richiesta di rinvio a giudizio), oltre all’ex prefetto, anche Oscar Fiorolli, ex questore di Napoli, Mario Mautone, ex provveditore alle Opere pubbliche, l’amministratore delegato di Telespazio Carlo Gualdaroni, il faccendiere-intermediario Lucio Gentile e l’ex vice capo della polizia Nicola Izzo. Insieme ai 38 indagati iniziali c’è anche il generale Antonio Girone, ex capo della Direzione investigativa antimafia. Il suo coinvolgimento nell’inchiesta è dovuto a una presunta fuga di notizie.

Sono state 12 le ordinanze cautelari emesse lo scorso 8 gennaio per le presunte gare truccate per favorire aziende del gruppo Finmeccanica.

In particolare, l’inchiesta si riferisce a lavori e forniture per la sede del Comitato europeo di normazione (Cen) a Capodimonte, il sistema di videosorveglianza, la realizzazione (appalto però mai andato in porto) della Cittadella della Polizia.