PESCARA – All’appello, nell’ambito dell’inchiesta abruzzese che ha decapitato all’alba di oggi i vertici dell’Azienda acquedottistica Aca e dell’Ater di Chieti, manca una sesta persona, destinataria degli arresti domiciliari per le accuse di turbativa d’asta e corruzione.
Si tratta di un tenente colonnello dell’Esercito Italiano, residente a Pescara e che presta servizio presso la caserma di piazza Unione dove sono state effettuate all’alba di oggi le perquisizioni.
L’ufficiale risulta attualmente in vacanza in Grecia. Nell’indagine si parla di gare turbate bandite dall’Ufficio Infrastrutture dell’Esercito inerenti i lavori svolti presso la Caserma Clementi di Ascoli Piceno e la Caserma Falcinelli di Ancona, per un ammontare di circa 400 mila euro.
Il tenente colonnello “avrebbe ricevuto 20 mila euro in varie tranche” e secondo gli inquirenti “l’assunzione del figlio presso una ditta riconducibile all’imprenditore aquilano, Claudio D’Alessandro”, da cui, nel dicembre 2012, è partita l’indagine che ha portato agli arresti di oggi.





