L’AQUILA – Tutti i negozi e centri commerciali dell’Aquila resteranno chiusi senza distinzione per tutta la mattina il prossimo 6 aprile, a due anni dal terremoto che ha devastato il capoluogo.
La decisione è stata concordata martedì scorso in un vertice tra le associazioni di categoria e l’assessore comunale al Commercio Marco Fanfani.
Si tratta di una novità rispetto al 6 aprile 2010: per il primo anniversario, infatti, la quasi totalità dei negozi rimase chiusa per tutta la giornata.
La città come sempre si divise in due partiti: chi era favorevole in segno di rispetto e di lutto, chi era contrario per non “permettere” al terremoto di fermare di nuovo la vita, fosse pure la vita commerciale cittadina.
Quest’anno si è optato, con una decisione concordata da tutti, per una soluzione ibrida, mattina chiusura e pomeriggio apertura, che lascia un po’ perplessi e chissà che non scontenti ancora più aquilani.
Nella stessa riunione è stata ufficializzata anche la chiusura, questa volta per tutta la giornata, il 17 marzo, per la festa nazionale dell’unità d’Italia.
“Abbiamo fatto una riunione con tutti gli interessati – ha spiegato Fanfani – perché bisognava mettersi d’accordo su queste due chiusure, il 6 aprile, come previsto dal milleproroghe, e il 17 marzo, per la festa nazionale. Inoltre, ci sono alcune altre chiusure d’obbligo, come la domenica di Pasqua o il 1° maggio, che dovevano essere ribadite perché non sembrasse che, con la sospensiva del Tar, fossero state sospese anche quelle”.
Lo scorso 24 febbraio, infatti, il giudice amministrativo ha sospeso l’ordinanza 27/2010 con cui lo stesso Fanfani aveva fissato in 42 su 52 le domeniche in cui i centri commerciali sarebbero potuti restare aperti, a patto di recuperare con una chiusura infrasettimanale: un diktat giudicato inaccettabile dai centri commerciali, che nel primo round della battaglia legale hanno avuto la meglio.
“Sulle domeniche – ha ammesso Fanfani – non abbiamo più niente da dirci. Siamo in attesa dell’udienza di merito del Tar da un lato (fissata per il prossimo 9 novembre, ndr), e dall’altro che la Regione faccia chiarezza sulla nuova legge sul commercio”.
La normativa, infatti, è tornata dal Consiglio regionale in commissione dopo un aspro dibattito, ma una sua approvazione potrebbe sparigliare di nuovo le carte in tavola, anche perché, come conferma lo stesso Fanfani, “una nuova legge regionale andrebbe a superare anche la sospensiva del giudice amministrativo”.
A quel punto si dovrebbe stilare nuova ordinanza per adeguare le regole comunali a quanto stabilito dalla nuova legge. E il balletto ricomincerebbe daccapo.



