MILANO – “Moggi era il più bravo di tutti nel suo lavoro, come Allodi. Giraudo per me è stato un punto di riferimento, come un padre con cui si ha un rapporto di affetto e di conflittualità”.

Queste le parole del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, rilasciate in un’intervista alla trasmissione Studio Sport XXL di Mediaset Premium.

Parole non nuove quelle del figlio del Dottor Umberto Agnelli, in difesa dell’ex direttore generale bianconero Luciano Moggi, condannato a cinque anni in primo grado al processo penale di Napoli da protagonista principale, suo malgraldo, della parentesi più nera della storia della società torinese, lo scandalo di Calciopoli che nell’estate del 2006 spazzò via la squadra allenata da Fabio Capello cui vennero tolti due scudetti (uno finito sulle maglie dell’Inter) e di Antonio Giraudo, ex amministratore delegato della Juventus, anch’egli finito come Moggi nel tritacarne dello scandalo.

“Togliere qualcosa a Inter e Milan come scherzo di Carnevale? Ai nerazzurri non leverei niente perché lo scudetto del 2006 era già nostro – ha sottolineato il presidente della Juventus – al Milan la Champions del 2003 (persa ai rigori nella finale di Manchester, ndr). Lo scudetto del 2006 è una questione di giustizia – ha aggiunto Agnelli – sono emersi fatti nuovi che hanno profondamente modificato quelli di 6 anni fa e perciò cercheremo di portare avanti le nostre convinzioni in ogni sede possibile”.