L’AQUILA – Scrittrice, giornalista, insegnante, traduttrice, accompagnatrice turistica, ricercatrice: tutto questo e molto altro ancora è stata ed è Marta Bartoli, celebrata il 24 ottobre scorso nella sala Eugenio IV della Rocca Albornoziana di Spoleto da amici, colleghi, ex alunni e professori a un anno esatto dalla sua prematura e dolorosa scomparsa.

Per la ricorrenza, la Deputazione di storia patria per l’Umbria ha presentato il volume a lei dedicato, a cura di Attilio Bartoli Langeli e Luciana Brunelli.

Dopo il saluto della direttrice del Museo Paola Mercurelli Salari, i curatori Attilio Bartoli Langeli e Luciana Brunelli hanno rimarcato le straordinarie attitudini di studiosa di Marta Bartoli, che si è occupata di ricerche e storiografia, descritta come professoressa amorevole e stimolante, giornalista puntuale nelle consegne e traduttrice di indiscutibile spessore.

A seguire sono state proposte testimonianze di amici, tra cui i professori Nico De Mico, Giovanna Castellani e Alessandra Ciccone, colleghi ed ex alunni provenienti da tutta Italia, segni dell’amore donato da Marta in ogni occasione relazionale e nei luoghi in cui ha operato: Firenze, Carsoli, L’ Aquila, Macerata, Roma, Rieti, Veneto.

Tra per i suoi luoghi del cuore, è stato ricordato, la Basilica di Collemaggio e di San Bernardino all’Aquila, che spesso aveva visitato, e poi ancora Scanno e Sulmona.

Un pomeriggio intenso, fortemente voluto dalla sorella di Marta, Maria Grazia, che tanto si è spesa per curare al meglio l’intera macchina organizzativa.

Tutto l’evento è stato documentato in foto e registrazione audiovisiva che sarà disponibile nei siti della Deputazione, della Rocca Albornoz e del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo e realizzato da Luciano e Saverio Serini di San Severino.