L’AQUILA – Finora la campagna elettorale è stata sotto traccia e sotto tono rispetto alla importanza e alla posta in palio rappresentate dalla presidenza dell’associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila.

Ed un motivo è da ricercare, certamente, nel fatto che non sono ancora ufficiali le candidature degli imprenditori aquilani, il 62enne Eliseo Iannini e il 61enne Marino Serpetti.

I due devono infatti superare un altro “esame” prima di cominciare la sfida in vista delle elezioni del 3 luglio prossimo che assegna un mandato di 4 anni: i probiviri, con una comunicazione inviata nei giorni scorsi, hanno convocato i due imprenditori invitandoli a presentare documenti che dimostrino la presenza di requisiti per la candidatura.

A vagliarli il collegio di probiviri composto dall’ex presidente regionale e provinciale dell’Aquila, Armido Frezza, per la territoriale dell’Aquila, Luciano Bartolucci per Avezzano e Tonio Di Giannantonio per Sulmona. Anche se si rincorrono voci che vorrebbero veti per l’uno o per l’altro, da fonti interne all’associazione emerge che si tratta di un passaggio che si verifica per la prima volta, ma solo perché è un percorso previsto dal nuovo Statuto.

Come sottolinea lo stesso direttore dell’Ance, Lucio Cococetta, quindi, non ci dovrebbero essere sorprese. Le chiacchiere su eventuali problematiche formali di ostacoli formali alla candidatura, attribuite ad entrambi, di cui si parla negli ambienti dei costruttori sono destinate a rimanere tali e ad essere ascritte ai pettegolezzi e alle schermaglie dei rispettivi entourage. Che comunque da settimane si confrontano e si contrastano in seno ad una associazione segnata da troppo tempo da divisioni, spaccature e personalismi.

In particolare, nella grande discussione e nel grande dibattito in atto ha fatto breccia anche la intervista rilasciata ad Abruzzoweb nei giorni scorsi da Serpetti il quale ha messo sotto accusa il sistema con il quale è stata gestita l’Ance finora, dichiarando con decisione di voler costruire una associazione non di élite, ma inclusiva dei tanti imprenditori che da anni si sentono esclusi. Una affermazione che, stando ai rumors, non avrebbe fatto piacere ad alcuni ex presidenti e dirigenti, tra cui quello uscente, il 47enne Adolfo Cicchetti, figlio dell’ex presidente Filiberto, che nei mesi scorsi ha rinunciato al secondo mandato per motivi di famiglia e aziendali.

A proposito di interviste, da giorni Abruzzoweb ha proposto, per par condicio, a Iannini una intervista: ma l’imprenditore ha rinviato la chiacchierata a dopo il vaglio della documentazione da parte dei probiviri.

Intanto, è terminato il lavoro dei cosiddetti saggi che hanno rappresentato ai due candidati le esigenze espresse dai soci in una sorta di mediazione preparatoria della grande sfida tra Iannini, 62 anni dell’Aquila, patron dell’omonimo gruppo che ha commesse anche in campo nazionale, architetto e imprenditore con la passione dello sport e della comunicazione, proprietario del quotidiano on line L’Aquila Blog e Serpetti, amministratore della impresa di costruzioni Todima Srl e proprietario del noto ristorante albergo Magione Papale, nel capoluogo regionale.

A fare il prezioso lavoro “divulgativo” i tre imprenditori sorteggiati tra coloro che hanno manifestato l’interesse a svolgere il delicato ruolo: l’aquilano Gianni Frattale, ex presidente dei costruttori e neo vice presidente della Camera di commercio Gran Sasso d’Italia, Enzo Cicolani,  titolare dell’impresa Edile e Stradale Cav. Enzo Cicolani e Antonio Angelone, Gruppo Autotrasporti di Sulmona. Il supplente è Sergio Palombizio, della Palombizio Costruzioni di Sulmona.

Oltre alla veste ufficiale, Frattale, 71 anni, ne ha anche una “privata”: è tra i più convinti e accaniti sostenitori dell’architetto Iannini che sta sostenendo con un’azione decisa e senza esclusione di colpi: con l’imprenditore sceso in campo ormai da svariati mesi e fino ad alcune settimane fa unico candidato alla luce della riflessione del 43enne Francesco Gravina, figlio di Gabriele, presidente della Federcalcio e riconfermato alla vice presidente del Cda della banca di Credito cooperativo di Roma, ex presidente del Castel di Sangro dei miracoli, e patron della importante azienda di costruzioni che ha sede proprio nel comune dell’alto Sangro.

Poi, Gravina ha declinato, pur senza comunicazioni ufficiali, l’invito che gli era arrivato, come aveva sottolineato ad Abruzzoweb, da numerosi soci. Ed allora, a sorpresa, è spuntato sceso il 61enne Serpetti che ha dalla sua il sostegno di gran parte del gruppo che avrebbe sostenuto Francesco Gravina: innanzitutto, l’imprenditore aquilano Ettore Barattelli, 55 anni, ex presidente dell’Ance L’Aquila, a capo dell’omonimo gruppo, noto nel panorama regionale, legato professionalmente proprio all’impresa di Castel di Sangro, e il collega aquilano Danilo Taddei, 45 anni, della famiglia proprietaria del Gruppo Edimo, specializzata nelle grandi realizzazioni edilizie in campo nazionale e internazionale, fondata dal padre, il patron Carlo Taddei, 67 anni. Tra i nomi più importanti delle cosiddette territoriali spicca anche quello di Giuseppe Venta, noto ed influente imprenditore della Valle Subequana.

Ultima questione: si stima, stando alle previsioni del direttore Cococcetta il quale ha parlato di quote da saldare che vanno da 400 euro a 30mila, che sia il 90 per cento dei circa 200 soci a prendere parte alle elezioni dal momento che si sta assottigliando la lista di morosi della quale fanno parte anche pezzi da novanta dei costrittori della provincia dell’Aquila. Senza il saldo delle spettanze, non si può votare. (b.s.)