L’AQUILA – “È andata! Ero preoccupatissimo all’inizio leggendo le tracce, poi alla fine ho scelto il saggio socio economico sul Pil e scrivere mi è venuto facile”.
“Non mi aspettavo il tema sui confini, mi sembra tra l’altro che almeno nella mia classe, lo abbiano scelto in pochi”.
Voci dal liceo scientifico “Andrea Bafile” dell’Aquila, dove poco dopo mezzogiorno sono iniziati a uscire alla spicciolata i primi studenti alle prese con la prima prova degli esami di maturità, al via oggi per 765 studenti aquilani.
Tra saggio breve, articolo giornalistico, analisi del testo, per alcuni c’è stato l’imbarazzo della scelta, per altri si è trattato di decisioni sofferte.
“Adesso mi aspetta la seconda prova domani, matematica, e sono davvero preoccupato – dice Christian Soccorsi – Corro a casa per un ultimo ripasso e incrocio le dita”.
All’ombra dell’istituto professionale per il commercio di Colle Sapone, riprendono fiato Adriana Mattei e Melissa Salvi. “Siamo le prime ad essere uscite, le tracce erano abbastanza semplici, ci aspettavamo quella sull’immigrazione, tema molto attuale, nella nostra classe è andato forte, comunque, il tema sul rapporto padre-figlio e quello economico sul Pil”, raccontano.
Adriana ha svolto il tema sui confini, mentre Melissa quello sull’immigrazione. “La seconda prova, quella sì che ci preoccupa…”, dice Melissa. “Abbiamo economia aziendale e oggi ci tocca ancora una volta di ripassare tutto”.
Adriana guarda già al dopo: “Comincerò a lavorare in un ristorante a Castel del Monte. Non andrò all’università ma preferisco cominciare a guadagnare qualcosa”. “Io invece ancora non so cosa farò – dice Melissa – Spero anche io di trovare un lavoretto, mi spaventa molto la disoccupazione dei giovani che si sente in giro, ma sono fiduciosa”.
Entrambe, se potessero, andrebbero via dall’Italia, Adriana tra le due è più ottimista: “Alla fine – dice – se ti impegni e guardi intorno, qualcosa da fare la trovi”. “Siamo ancora molto giovani – concludono – Ci manca la base economica per andarcene all’estero, ma speriamo per il futuro”.
Saggio breve sul rapporto padre-figlio per Elisa Attardi, che con il suo sguardo stanco e suoi capelli rossi è fuori al liceo delle Scienze umane. “È un argomento che abbiamo studiato durante l’anno in pedagogia, le altre tracce erano belle ma non come questa che ho sentito proprio mia”, racconta.
Elisa vorrebbe trasferirsi a Bologna per continuare gli studi, “ci sono stata in vacanza qualche giorno e ho visto la facoltà di Culture orientali e ho detto ‘wow, vorrei farlo!’ …ovviamente, se passerò il test d’ingresso!”, esclama. “Studiare fuori è un sacrificio anche per i genitori i miei faranno il possibile, a casa siamo 6, io ce la metterò tutta”, aggiunge.
“Anche i miei amici andranno lì, sarà bello ritrovarsi – conclude – L’Aquila è la mia città, ma qui non vedo sbocchi per il futuro; è presto per pensarci, domani ci sta questa seconda prova che mi preoccupa tanto, anche perché il programma di scienze umane è vastissimo e che ne so io che ci possono chiedere?”.
Cecilia Di Fabio è tra i primi dei 228 maturandi del liceo classico a uscire da scuola: “Ho svolto la traccia sul rapporto padre-figlio, erano tutte molto interessanti, ma questa mi ha davvero colpito, dopo se passerò i test di ammissione mi iscriverò a Medicina, qui o fuori città, a seconda di dove riuscirò ad entrare”.
“Non ho scelto questa facoltà a caso – dice – con la disoccupazione che c’è in giro, forse Medicina dà qualche sbocco lavorativo in più. Nella mia classe qualcuno ha preferito l’analisi del testo di Umberto Eco e parecchi quello come il mio”.
“Non c’era purtroppo la nostra cara professoressa di italiano Roberta De Zuani a farci da supporto psicologico, perchè avevamo un docente esterno” racconta.
“Domani greco e siamo tutti in ansia, speriamo che non esca Platone, perchè secondo me è tanto difficile”, conclude.



