CHIETI – La Lega con leader Matteo Salvini lunedì a L’Aquila e con il segretario regionale, il deputato Luigi D’Eramo, tornano rivendicare con forza il diritto di scegliere i candidati sindaco di Chieti e Avezzano.
Gli alleati di Forza Italia, per voce del segretario azzurro, il senatore Nazario Pagano e di Fratelli d’Italia, con il coordinatore Etel Sigismondi, sentiti da Abruzzoweb, spengono dopo poche ore gli entusiasmi leghisti, e restano fermi sulle loro posizioni, proponendo candidature alternative, rimandando a scelte che andranno fatte a livello nazionale, o a tavoli regionali ancora tutti da imbandire.
Pur ribadendo, ci mancherebbe, che l’unita del centrodestra è l’obiettivo da raggiungere perché divisi si perde.
Lockdown terminato, insomma: la macchina della politica regionale si è rimessa definitivamente in moto dopo il lungo stop imposto dall’epidemia del coronavirus.
Con i cari e vecchi scontri, distinguo e tatticismi nella coalizione di centrodestra, in vista delle elezioni amministrative di settembre.
A riempire i motori di carburante, a questa macchina, ci ha pensato Salvini che ha L’Aquila ha ribadito che sulle partite principali, Chieti e Avezzano, al voto probabilmente il 20 settembre prossimo, la Lega “ha due proposte che riteniamo positive e vincenti”. Tenuto conto che è il primo partito d’Abruzzo e in regione ha ben 10 consiglieri e quattro assessori. I nomi sono quelli, noti da tempo, di Fabrizio Di Stefano, ex parlamentare e consigliere regionale di Pdl e Forza Italia, per il capoluogo teatrino, e di Tiziano Genovesi, coordinatore provinciale dell’Aquila, per il centro della Marsica.
Rimarcando “abbiamo dimostrato lealtà in Regione e tutte le città capoluogo e siamo il primo partito ovunque. Siamo umili ma non fessi”.
Ancora più esplicito, per quanto riguarda Avezzano, D’Eramo, con una nota il giorno dopo la visita di Salvini: “Tiziano Genovesi rappresenta una soluzione vincente per il rilancio di Avezzano – ha detto ieri in una nota -. Pur nel rispetto degli equilibri all’interno del centrodestra riteniamo, senza presunzione di sorta, di aver individuato il profilo giusto per affrontare le sfide delicate che attendono la città. Imprenditore affermato nel suo settore, affidabile, giovane, addentrato nella realtà locale; incarna al meglio il modello del buon governo Lega con cui vogliamo vincere le elezioni e far volare Avezzano. Con gli avezzanesi, del resto, il nostro partito aveva assunto un impegno di rinnovamento e di governo della concretezza”. Più chiaro di così e difficile esserlo.
Interpellati da Abruzzoweb, però, il coordinatore azzurro Pagano, come pure il coordinatore di Fratelli d’Italia Sigismondi, mandano un messaggio anche loro, così riassumibile: “aperti al confronto”, “le richieste della Lega sono legittime”, ma aggiungendo, “neanche noi siamo fessi, e abbiamo per Chieti e Avezzano nomi altrettanto validi e spendibili”.
Il coordinatore regionale azzurro per prima cosa prende le distanza dal progetto alternativo sostenuto dal potente assessore regionale di Fi Mauro Febbo che sostiene la candidatura del medico ed ex presidente del Chieti calcio, Bruno Di Iorio, a capo di un terzo polo anti-Di Stefano, sostenuto anche dal consigliere ex Pd, ora Italia viva, Alessandro Marzoli e dal suo gruppo.
“Non c’è nulla di ufficiale. Non è stato fatto nessun tipo di accordo. Quello di Di Iorio è un nome circolato sulla stampa”, taglia corto Pagano.
Ma poi conviene con Febbo che il nome di Di Stefano non è facilmente digeribile per Forza Italia.
“Lui è stato un ex esponente di spicco del nostro partito. Poi è andato via, ha cambiato casacca. È ovvio che qualche problema può nascere, se proprio lui ci viene proposto come candidato di tutta la coalizione”.
Di fatto una mezza bocciatura del candidato che era stato lanciato in pompa magna da Salvini in persona a febbraio.
Idem per quanto riguarda Avezzano. Qui tocca fare i conti con “l’uomo giusto” della Lega, Genovesi, per riconquistare palazzo Municipale, ora commissariato dopo la caduta anticipata di Gabriele De Angelis, di Forza Italia, per spezzare l’impasse causata dagli scontri tutt’altro che risolti all’interno della coalizione.
“Genovesi non lo conosco – afferma però Pagano -, ho letto il suo nome sul giornale, non posso dare un giudizio, e non ho sentito nel merito i nostri rappresentanti locali”.
E ribadisce: “anche Forza Italia ha piena legittimità ad esprimere un candidato ad Avezzano, in continuità con l’amministrazione del nostro De Angelis, che è finita anzitempo solo per la sentenza dell’anatra zoppa, un’aberrazione giuridica che gli ha fatto mancare i numeri in consiglio”.
Di nomi di papabili non ne vuole però fare, “faccio politica da tanto tempo, non voglio bruciare il nome di nessuno”. Non è detto, lascia però intendere che il candidato forzista sia per forza De Angelis, visto che Pagano parla di “una rosa di nomi che stiamo definendo”.
Dopo due vigorosi colpi al cerchio, arriva quello alla botte.
“La Lega ha pieno diritto a rivendicare l’indicazione di un sindaco nei comuni capoluogo o di una certa importanza, essendo primo partito in Regione. Ma non deve essere dimenticato che il centrodestra vince se è unito. Non è uno slogan, è un dato di fatto. E in una coalizione tutte le forze politiche sono indispensabili, a prescindere dai sondaggi, in base ai quali legittimamente la Lega può affermare di essere il primo partito non solo del centrodestra ma di tutto l’arco parlamentare, seppure si è registrata una flessione negli ultimi mesi. A questo proposito ricordo però che l’elettorato è oggi molto fluido. Matteo Renzi pochi anni fa era al 40 per cento, ora sotto il 3 per cento. Certo, anche Forza Italia è scesa negli ultimi tempi, ma la politica riserva grandi sorprese, e magari tra due anni torneremo ad essere noi il primo partito”.
Lasciamo Pagano al suo ottimismo e passiamo dunque a Fratelli d’Italia, che a differenza di Forza Italia si è detto disponibile ad appoggiare di Di Stefano a Chieti. Del resto è un aennino della prima ora, vicino ideologicamente al partito di Giorgia Meloni.
Ma anche qui non c’è verso a strappare al coordinatore regionale Sigismondi un endorsement ufficiale.
“Chieti è un comune capoluogo – spiega ad Abruzzoweb -. E come tale le decisioni sul voto amministrativo saranno prese al tavolo nazionale, assieme alle candidatura per le elezioni regionali e in altri comuni capoluogo. La stessa cosa che è accaduta per L’Aquila e Pescara”.
Alla domanda: “se la Lega non farà passi indietro, come probabile accada su Di Stefano, voi siete pronti ad appoggiarlo senza condizioni, e con buona pace di Mauro Febbo che non vuole neanche prendere in considerazione l’ipotesi?”, Sigismondi taglia corto: “non dovete chiederlo a me, decide il tavolo nazionale e io non ho la sfera di cristallo”.
Cosa diversa per la partita di Avezzano. Qui la scelta è demandata a livello locale, per quanto si tratti di una città importante con oltre 40mila abitanti.
Lo scontro con la Lega è in pieno corso, visto che anche Fratelli d’Italia, nonostante sia divisa al suo interno, ha nomi di peso da mettere in campo.
I più gettonati e che resistono ai periodici totonomi sono quelli di Mario Quaglieri, consigliere regionale e medico, di Massimo Verrecchia, candidato con la lista civica “Avezzano Popolare”, in appoggio a De Angelis, prendendo più di 400 preferenze, deputato alla Camera dei Deputati per un breve periodo al posto del Celanese Filippo Piccone, oggi capo della segreteria del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di Fdi.
E ancora di Armando Floris, figlio dell’ex sindaco Antonio Floris, ex consigliere d’amministrazione del Cam, ed ex consigliere provinciale, in quota Pdl, ha di recente lasciato Forza Italia, per passare a Fdi, tagliando definitivamente i ponti con De Angelis.
Infine dell’ex presidente del Consiglio, Iride Cosimati.
Sigismondi nomi non ne vuole fare: si limita a dire che “riteniamo di avere persone in grado di poter amministrare e poter far vincere il centrodestra, siamo pronti ad un contronota con gli altri partiti alleati, e anche voglio sottolineare con delle liste civiche che vanno mano man definendosi”.
Anche lui, ci mancherebbe, lavora a ventre a terra “per una coalizione unita e coesa, il centrodestra diviso va evitato in ogni modo”. Filippo Tronca



