SULMONA – Ha rischiato di morire dopo essere rimasto senza ossigeno durante un trasferimento da Sulmona all’Aquila in autoambulanza.

E solo perché i medici che lo accompagnavano non si sarebbero fermati a ricaricare le bombole nell’ospedale di Avezzano.

È l’episodio che ha visto protagonista un 60enne di Corfinio (L’Aquila) il quale, dopo essere scampato al pericolo, si è rivolto alla magistratura per denunciare quanto gli è accaduto.

L’episodio si è verificato nel febbraio scorso quando l’uomo è stato accompagnato all’ospedale di Sulmona per una grave carenza respiratoria.

Viste le condizioni critiche, i medici del pronto soccorso hanno deciso di trasferirlo all’Aquila in autoambulanza.

All’altezza di Avezzano, è finita la scorta di ossigeno e gli addetti al trasferimento anziché uscire nel capoluogo marsicano per rifornire la bombola, hanno deciso di proseguire per il capoluogo di regione.

L’uomo è arrivato al San Salvatore con un deficit respiratorio dell’80 per cento: appena in tempo per salvargli la vita.

Ma quell’esperienza non lo ha lasciato indifferente, così lo scorso 27 aprile il 60enne ha presentato, tramite il tribunale per i diritti del malato, una denuncia querela contro chi aveva preso quella decisione che gli aveva fatto rischiare la vita.