AMATRICE – È ancora emergenza per alcuni piccoli allevatori dei dintorni di Amatrice (Rieti), a cinque mesi dal terremoto dell’agosto dell’anno scorso che ha provocato morti feriti e annientato intere zone.

Passato – per il momento – il peggio del peggio portato dal maltempo dei giorni scorsi, la situazione, che ha toccato punte drammatiche con animali che muoiono o che devono abortire, per allevatori come Costantino Poggi, nella frazione di San Tommaso, non accenna insomma a migliorare.

Nonostante i moltissimi tentativi da parte di comuni cittadini e associazioni varie di aiutarlo, in attesa che lo Stato dia segnali concreti.

“La Protezione civile del Lazio mi ha comunicato che è imminente l’arrivo di una tensostruttura – spiega Poggi ad AbruzzoWeb – ma fino ad oggi non c’è nulla. Ho ricevuto chiamate e messaggi da ogni parte d’Italia, c’è chi vuole regalarmi box di legno, oppure inviarmi il fieno, o darmi modo di acquistarlo, però in queste situazioni non è facile coordinarsi. La buona volontà c’è, poi però è durissima concretizzare tutto. Io ogni giorno devo resistere per non far morire altri animali, l’azienda di famiglia è in forti difficoltà. Purtroppo, le soluzioni buone per me e per altri che si trovano nelle nostre stesse condizioni sono ancora lontane”.

Ieri, tra l’altro, Poggi ha salvato due cavalli di un anziano di Saletta, stessa frazione di Amatrice in cui vivevano Costantino e la sua famiglia fino al sisma che poi l’ha spazzata via.

“L’alternativa era mandarli al macello, ma non me la sono sentita – commenta il giovane che d’estate lavorava come cuoco in Portogallo –. Questo signore, vivo, come la mia famiglia, per miracolo, è allo stremo, e da Roma, dove ha trovato riparo, non può assolutamente farcela a salvare il salvabile”.

“Ma se dovesse nevicare di nuovo, o se tornasse il freddo – la paura di Poggi – sarebbe di nuovo un disastro. Con la pioggia, almeno, le temperature si sono alzate e la strada per arrivare a San Tommaso non è più impraticabile. E l’acqua che prima gli animali non potevano bere perché ghiacciata, è per il momento disponibile. Spero continui così. Pure se la mancanza di strutture in grado di farci riprendere, anche economicamente, è ormai pesantissima”.