L’AQUILA – Proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti dell’Azienda Mobilità Aquilana (Ama) che, dopo l’approvazione del nuovo piano industriale da parte della Giunta comunale del capoluogo, rischia 12 esuberi e un taglio di 500 mila chilometri di percorrenze su un totale di 4 milioni annuali.
Ad annunciare la mobilitazione è il segretario generale di Filt Cgil Domenico Fontana che definisce “inaccettabile il piano, che non prevede una razionalizzazione, ma un taglio del 50 per cento “proprio sulle corse universitarie che garantiscono i maggiori introiti all’azienda e u aumento delle tariffe del 20 per cento”.
Le corse da e verso le sedi dell’ateneo di Coppito, Roio e del centro storico verrebbero così ridotte del 50%, con una frequenza di 80 minuti e non più di 40.
“Noi continuiamo a sostenere che l’azienda ed il servizio reso ad oggi, che certamente può essere migliorato, costino di più di quanto la proprietà si accinge a riconoscere con il nuovo contratto di servizio – afferma il segretario ad AbruzzoWeb – Ci pare un paradosso sostenere che bisogna trattenere i giovani in città e contestualmente si taglia il principale servizio ad essi rivolto.
Stessa sorte anche per le tratte eseguite dal subaffidatario Cta che copre corse che arrivano fino alla frazione di Bagno. “Anche in questo caso la minaccia di licenziamenti sarebbe dietro l’angolo”, prosegue Fontana.
L’azienda che ha una perdita in bilancio di un milione e 800 mila euro, avrà come l’anno scorso un contributo d’esercizio da parte del Comune di 2 milioni euro, secondo il piano industriale che dovrebbe ora dovrebbe passare al vaglio del Consiglio comunale.
“La perdita c’è perché da dopo il sisma del 2009 si sono aggiunti percorsi che prima non c’erano, come quelli diretti ai Progetti C.a.s.e. e Map – precisa – Inoltre la Regione Abruzzo ha ridotto il contributo di 300 mila euro. Credevamo si facessero tagli selettivi su corse superflue, invece si sta intervenendo su tratte fondamentali come quelle universitarie”.
Riguardo gli esuberi, Fontana conclude che “i dipendenti di Ama hanno in questi difficili anni difeso la loro azienda e stentano ancora a ritrovare una normalità nel servizio, ma la misura presentata rischia di vanificare gli sforzi compiuti in questi anni. Per tali ragioni chiedono con forza modifiche al piano industriale presentato e di adottare le misure necessarie a migliorare il servizio. Alla proprietà spetta la scelta”.



