L’AQUILA – Il primo teste della quarta udienza del processo alla commissione Grandi rischi è stato Corrado Giallonardo, che nel sisma del 6 aprile 2009 ha perso i genitori Aurelio e Giuseppina.

“Ricordo il terremoto del 1967, durante le feste di Natale. In quel caso uscimmo. Nello sciame mia madre era più preoccupata, mio padre tranquillo. Gli organi di stampa scrivevano che non c’era di che preoccuparsi. Mio padre era informatissimo, leggeva il giornale e guardava la tv quotidianamente. Mio padre era tranquillissimo, credeva a quello che dicevano la Grandi rischi e quindi gli organi di informazione”.

L’avvocato di Stato Massimo Giannuzzi ha chiesto come mai non denunciò subito la Cgr. “Passò del tempo, non eravamo in condizioni di prendere decisioni”, è stata la risposta.

L’avvocato Francesco Petrelli, legale di Franco Barberi ha chiesto di nuovo come mai il padre fosse sicuro prima della scossa.

“Mio padre – la risposta – era rassicurato dallo stare in un palazzo di cemento armato, ma soprattutto per quello che sentiva, lo ripeteva in continuazione. La mattina leggeva il giornale, nel pomeriggio e la sera guardava la televisione”.

Petrelli ha chiesto anche se Giallonardo abbia parlato con la sorella Franca, ascoltata la scorsa udienza, delle domande che le erano state rivolte e delle affermazioni fornite durante la testimonianza, e la risposta è stata affermativa.

L’avvocato Antonio Valentini ha concluso l’esame chiedendo l’acquisizione del Tg2 delle 13 del 1° aprile.

Tra i testimoni anche Ortesia Tomei, che nel sisma ha perso la sorella Paola.

La donna si è commossa più volte nel racconto, tanto che il giudice Billi a un certo punto ha ordinato cinque minuti di pausa.

“Della riunione – ha ricordato – me lo disse mia sorella per telefono. Il 30 aveva paura, dal 31 aveva cambiato atteggiamento e tono di voce. Alla radio aveva sentito di stare tranquilli perché non ci sarebbe potuto essere un terremoto più forte. Il 5 sera, alla prima scossa sono rimasta in casa, alla seconda no, ho chiamato Paola, ma aveva il cellulare spento”.

L’avvocato Valentini ha prodotto come memoria difensiva la trascrizione di un giornale radio di Isoradio in particolare il servizio sulla Cgr. Si tratta comunque di un documento già contenuto sui supporti informatici prodotti dal pm.

Scambio di battute durante il controesame della difesa. “Vorrei che guardasse me perché con lo sguardo cerca continuamente l’avvocato Valentini”, ha sbottato l’avvocato Petrelli. “Il solo pensiero mi offende”, la replica del legale aquilano che, con un esposto in procura, ha dato origine all’inchiesta contro la commissione.

Perché era cambiato l’atteggiamento della sorella dopo la riunione è stata la domanda dell’avvocato Filippo Dinacci, che assiste Bernardo De Bernardinis. “Perché prima dormiva con il pigiama e la valigia vicino alla porta, poi con la maglietta e le mutandine come può vedere dalla foto”, la risposta addolorata della Tomei. (alb.or.)