L’AQUILA –  Numerosi aquilani stanno ricevendo dall’Agenzia delle entrate la richiesta del  pagamento del bollo auto del 2009 il cui ente creditore è comunque la Regione. E tutto questo avviene a 14 anni dal terremoto a fronte di un tempismo che sa di presa in giro.

Eppure subito dopo il sisma le tasse furono sospese  ma poco dopo iniziò la prassi della restituzione parziale del 40 per cento in 10 anni. A questo si deve considerare la beffa di molte persone che hanno avuto l’auto distrutta sotto le  macerie. E non sembra possibile, per motivi tecnici, invocare la prescrizione. Infatti decorre dal gennaio 2022, dura tre anni e quindi scade nel 2025. Ci sono poi quelli che l’hanno pagato il bollo ma dopo 14 anni hanno perso le ricevute.

Alla lunga potranno esserci delle azioni legali con istanze di annullamento che tuttavia hanno un costo e forse, qualcuno, a malincuore, sarà indotto a saldare per evitare procedure lunghe e fronte di una spesa media  per le cartelle  di circa  150 euro. Qualcuno invoca interventi delle associazioni per la difesa dei consumatori che potrebbero accollarsi la difesa di queste persone prese in giro dalla burocrazia.

DI BENEDETTO:  “ASSURDO, COME VERIFICARE SE PAGAMENTO È STATO FATTO?”

“La prima riflessione che viene spontanea è come  sia possibile che si possa riscuotere un  tributo a distanza di ben quattordici anni, interviene in una nota il Consigliere regionale Americo di Benedetto.

“Sulla cartella, non preceduta da alcun atto o avviso per effetto di una legge regionale che consente di procedere direttamente con cartella, viene spiegato il perché il credito non si sarebbe  prescritto; tuttavia, a prescindere dalle interpretazioni più varie della complessa normativa post sisma, la  procedura adottata dalla Regione lascia un po’  perplessi almeno sotto due aspetti.
Il primo come è possibile verificare a distanza di oltre dieci anni se il pagamento c’è stato?”, prosegue Di Benedetto.

“Il secondo, nella cartella è espressamente indicato che le istanze di annullamento in autotutela per prescrizione, non verranno riscontrate dall’Amministrazione regionale. Rispondere alle istanza di autotutela sembra non essere un obbligo  – aggiunge il consigliere -. Tuttavia, in un caso così particolare di riscossione  oltre  il decennio, a seguito di un evento che ha lasciato un segno indelebile sulla popolazione, fatto anche di auto e persone finite sotto le macerie, sarebbe stato certamente preferibile un atteggiamento della Regione più empatico rispetto a contribuenti che , almeno per la gran parte, non intendeva sottrarsi al pagamento né intendeva pagare cento o duecento euro in dieci anni”.

Contribuenti che a dicembre 2021, in coincidenza con la scadenza della virtuale centoventesima rata, avrebbero dovuto ricordarsi del versamento della tassa auto di circa dodici anni prima (!).
Tutti devono pagare il dovuto. Ma tutti devono, ancor più se Pubblica Amministrazione, rispettare le norme dello Stato che non si possono interpretare a piacimento solo per coprire un’inerzia del soggetto accertante – conclude il consigliere regionale.,