L’AQUILA – Erano in centinaia con le candele in mano ieri per la veglia al ponte romano di San Vito, la frazione di Santarcangelo, per ricordare gli alpinisti Luca Perazzini e Cristian Gualdi, morti nella tempesta di neve sul Gran Sasso, dispersi da domenica, e i cui corpi senza vita sono stati ritrovati venerdì mattina.
Oltre 600 le candele distribuite, alla presenza del vescovo di Rimini Nicolò Anselmi. A organizzare la fiaccolata, Alessandro Censi, presidente della Asd San Vito, la scuola calcio per ragazzi che del paese.
“Non lo dico solo perché era mio figlio, ma Luca era davvero un ragazzo buono e generoso”, ha detto trattenendole lacrime Giancarlo Perazzini, padre di Luca. E ha aggiunto, “è stata una disgrazia, i soccorritori non hanno potuto fare nulla per salvarli”.
Anche a Santarcangelo lunedì sera si terrà una fiaccolata e giovedì sarà lutto cittadino in occasione dei funerali: l’ultimo saluto a Luca alle 10 nella parrocchia di San Vito, a Cristian nel pomeriggio, nella chiesa della Collegiata.
Intanto la pm di Teramo Laura Colica procede nella ricostruzione di quanto accaduto nella Valle dell’Inferno.
La morte dei due alpinisti, ha confermato la ricognizione cadaverica, è stata causata da ipotermia, tenuto conto che al vallone dell’Inferno le temperature erano arrivate a meno 20°, senza la possibilità di trovare un riparo. Probabile che la morte sia avvenuta la notte di domenica.
Eppure fino all’ultimo non si è spenta la speranza di poter trovare i due uomini ancora vivi. Giorni di maltempo e condizioni estreme hanno reso impossibile ai soccorritori, nonostante i tanti tentativi fatti, di raggiungerli prima della mattina di venerdì 27 dicembre quando sono stati individuati e recuperati con i corpi trasportati dagli elicotteri dei vigili del fuoco di Pescara all’ospedale Mazzini di Teramo.





