L’AQUILA – Dopo l’attivazione a singhiozzo degli impianti di riscaldamento all’inizio del mese di ottobre, nuovi disagi vengono denunciati nei quartieri del progetto Ca.s.e. dell’Aquila, che ospitano i terremotati rimasti senza tetto.
Al quartiere di Paganica 2 alcuni alloggi sono al freddo a causa del malfunzionamento della caldaia condominiale.
“Sono diverse settimane – segnala ad AbruzzoWeb Sara D’Angelo, inquilina della piastra 22 – che siamo impossibilitati ad utilizzare le normali utenze domestiche e siamo costretti a vivere in abitazioni fredde e inospitali. Tutto ciò ci costringe a svegliarci nel cuore della notte al freddo e ci impedisce una quotidianità nelle nostre case”.
A nulla sono servite neanche le numerose segnalazioni alla Guerrato, la società che ha l’affidamento della gestione e manutenzione dell’intero progetto C.a.s.e., e contro la quale alcuni inquilini del quartiere di Sant’Elia nelle scorse settimane hanno fatto anche un esposto al Comune per il riscaldamento in tilt.
“La ditta è venuta ben quattro volte – aggiunge D’Angelo – senza risolvere, a lungo termine, il problema”.
“Infatti dopo circa due giorni dalla riparazione, il disagio si ripresenta. L’avvicinarsi dell’inverno e delle temperature sempre più rigide sono un’aggravante alla già inaccettabile situazione, considerando il fatto che noi inquilini paghiamo regolarmente i bollettini per la manutenzione”.
Nella piastra 22, dove si stanno verificando le disfunzioni, vivono giovani coppie ma anche famiglie con bambini piccoli e anziani, per i quali i disagi causati dal freddo sono maggiori.






