CHIETI – “Il personale dipendente sanitario, socio sanitario e tecnico, che quotidianamente accudisce con professionalità e dedizione, in tutte le loro esigenze, gli ospiti presenti nelle case di riposo di Chieti, è fortemente preoccupato dalle notizie che circolano circa la possibilità che dal prossimo mese non saranno pagate le loro spettanze”.

Lo affermano il segretario regionale della Confsal, Smeraldo Ricciuti, e quello aziendale, Giuseppe Palmerini.

“Fino ad oggi – continuano – per far fronte al pagamento degli stipendi, dei fornitori e quant’altro necessita per il funzionamento delle case di riposo, ci si è rivolti alla Carichieti, che ha concesso un’apertura di credito di circa tre milioni di euro”.

Secondo la Confsal, “è vergognoso che l’Asl Lanciano Vasto Chieti giustifichi il mancato versamento delle rette dovute, adducendo che alcuni impianti e alcuni cameroni, ove prima erano ospitati circa dodici degenti, della struttura, non sono stati messi ancora a norma e, quindi, non rientrano nei parametri stabiliti dalle norme dettate dalla Regione Abruzzo per accedere agli accreditamenti”.

“A oggi – conclude – l’80 per cento dei lavori di adeguamento, sono stati portati a termine, così come indicato nelle prescrizioni emanate dagli ispettori nei confronti degli istituti riuniti e nei cameroni, che rappresentavano la criticità dell’istituto, attualmente sono presenti massimo cinque o sei ospiti”.