PESCARA – Un sistema fognario inadeguato e obsoleto è alla base degli allagamenti che si registrano nella città di Pescara dopo violenti acquazzoni e nubifragi. È quanto sostiene il professionista pescarese Carlo De Carlo, ottantotto anni di cui almeno trent’anni passati a studiare carte geologiche e antiche planimetrie.
Proprio dall’approfondimento di questi documenti emergerebbe la vetustà dei canali di scolo del capoluogo adriatico, inquadrabili addirittura all’epoca borbonica di inizio ‘800, quando la città contava a malapena poco più di tremila abitanti: un’inezia rispetto agli attuali centoventiquattromila.
All’impennata demografica, però, non è seguito un adeguamento del sistema fognario e dei servizi, messi a durissima prova in caso di criticità legate al maltempo e da speculazioni edilizie e cambiamenti climatici.
Valutazioni contenute in uno studio che De Carlo, bocconiano doc, ha fornito al Comune e nel quale vengono individuate anche delle possibili soluzioni, come, oltre ad un adeguamento dei canali di scolo borbonici, la realizzazione di un sistema innovativo di canali “a gronda” situati a diverse altezze delle pendici collinari che possano captare e convogliare le acque a Fosso Vallelunga e Fosso Mazzocco.






