TERAMO – A cena con l’assassino.

Sabato sera, Gabriele Di Clemente, 72 anni, ha cenato per l’ultima volta e proprio con l’uomo che di lì a poco lo avrebbe pugnalato a morte.

Erano in quattro a cena a casa di Di Clemente in via Volturno, a Villa Fiore di Alba Adriatica. Tra i commensali anche Andrea Marsili, 43 anni, di Alba, l’ospite diventato assassino.

Il cadavere del pensionato teramano, divorziato e padre di tre figli, che di mestiere faceva il giardiniere, è stato trovato ieri alle 9.30.

Un movente vero non c’è ancora ma l’assassinio è nato dopo un acceso diverbio, a cui è seguita una violenta colluttazione, come dimostrano le tumefazioni sul corpo del 72enne.

A uccidere il giardiniere, la recisione della giugulare effettuata da un coltellino svizzero con una lama di 8 centimetri, spuntato all’improvviso.

L’arma del delitto è stata abbandonata a terra vicino al corpo di Di Clemente e l’assassino è poi fuggito.

La tragedia si sarebbe consumata dopo cena, verso le 3 di notte. Gli altri due invitati, un uomo e una donna, erano andati via alle 22.30.

Ad accorgersi per primi che qualcosa di grave era successo, sono stati i condomini albanesi dirimpettai del 72enne teramano che abitava al piano terra dell’immobile composto da 8 unità. Avevano notato alcune gocce di sangue sulle scale e della porta semiaperta dell’appartamento del giardiniere.

Sul posto sono giunti il 118, i carabinieri del nucleo investigativo di Teramo, della compagnia di Alba Adriatica e del reparto investigazioni scientifiche dell’Arma che hanno circoscritto la scena del delitto, sequestrando l’appartamento. Nel frattempo sono giunti in via Volturno il sostituto procuratore Bruno Auriemma e l’anatomopatologo Giuseppe Sciarra che riceverà l’incarico oggi alle 11.

Al presunto assassino, i militari guidati dai capitani Nazario Giuliani e Pompeo Quagliozzi, sono giunti grazie alle testimonianze di vicini, amici e parenti della vittima.

Durante la perquisizione in casa dell’uomosono stati trovati i panni sporchi di sangue.

Marsili ha precedenti penali per reati contro il patrimonio e la persona e, alle spalle, ha un’esistenza legata alla tossicodipendenza.

L’autopsia prevista in giornata chiarirà meglio le cause del decesso, mentre nel pomeriggio di ieri è stata effettuata la ricognizione cadaverica all’ospedale di Teramo.

”COLPITO PIU’ VOLTE E POI SGOZZATO”

La Procura di Teramo ha affidato, stamane, l’incarico per l’esame autoptico sul corpo di Gabriele Di Clemente, il giardiniere di 72 anni ucciso nella notte tra sabato e domenica nella sua casa di via Volturno a Villa Fiore di Alba Adriatica (Teramo) per il cui delitto è in stato di fermo, con l’accusa di omicidio, Andrea Marsili, di 43 anni del posto, amico della vittima il quale lo aveva ospitato a cena in casa sua prima che la lite degenerasse in omicidio.

Ad effettuare l’autopsia sarà Giuseppe Sciarra. La ricognizione cadaverica ha dimostrato, per ora, che oltre a essere stato sgozzato, Di Clemente è stato attinto in altre parti del corpo.

Sono presenti tagli e punture di lama, compatibili con il coltellino svizzero ritrovato dai carabinieri sulla scena del delitto, oltre a numerose ecchimosi e tumefazioni.

Sono la prova che i due uomini hanno ingaggiato una lotta fisica cruenta, scattata per motivi che escludono la droga e la rapina.

L’abitazione del giardiniere,infatti, non è stata trovata a soqquadro. L’arrestato, ieri, interrogato dal pm Bruno Auriemma, si è avvalso formalmente della facoltà di non rispondere.

Fornirà la sua versione dei fatti, probabilmente domani, quando scadranno le 48 ore dello stato di fermo di polizia giudiziaria.

Agli investigatori i motivi che hanno guidato la mano di Marsili a pugnalare l’amico Di Clemente sono noti ma coperti, in questa fase dell’indagine, da segreto istruttorio.

I motivi restano quelli futili il che potrebbe costituire un aggravante insieme allo stato di ebbrezza alcolica se gli venissero contestati. Alla cena, poche ore prima del delitto, hanno partecipato in quattro. Si tratta di amici di Di Clemente fuori dal giro della droga, vicini pero’ al mondo dell’alcol.