L’AQUILA – Sono tornate le giostre all’Aquila, come avviene puntualmente da circa trent’anni nel mese che precede la Pasqua.
Anche quest’anno, per la gioia di grandi e piccini, hanno montato le attrazioni nel parcheggio dietro l’ex Italtel in via Ulisse Nurzia.
Un’attività consolidata, quella del gruppo di giostrai originari di Pescara e Chieti che confluiscono ogni anno nel capoluogo.
Non si tratta di gruppi sinti come vuole la tradizione o il luogo comune, ma sono circa 20 famiglie abruzzesi che si spostano in tutta la regione e anche fuori durante tutto l’anno.
“Siamo provvisti della licenza spettacolo esercenti viaggiante – racconta ad AbruzzoWeb Ernesto D’Ancelli – facciamo questo lavoro da quattro generazioni e mio padre, oggi anziano, ancora non abbandona la sua postazione al bruco mela”.
Ernesto stringe tra le mani una foto a lui molto cara, che mostra commosso, in bianco e nero. Si vede suo nonno, alle prese con una rudimentale giostra, circa 60 anni fa.
“Tornare all’Aquila per noi non è solo lavoro, ma è rinnovare un patto d’amore con la città – aggiunge – Abbiamo sofferto molto quando siete stati colpiti dal terremoto, io sono legatissimo a questa terra. Venivo che ero un bambino, ho anche frequentato le scuole medie qui. Siccome i miei viaggiavano con il luna park, ma volevano che studiassi, mi iscrivevano alla Carducci e un anno alla Patini per consentirmi, in quei mesi di proseguire gli studi per avere la licenza”.
Quest’anno sono riusciti ad aprire, nonostante il diniego e alcune proteste da parte dei cittadini. Su Facebook, per esempio, era partita la protesta di alcune mamme che avevano associato il luna park, agli zingari e quindi ai furti. “Non siamo né rom né sinti, ma soprattutto siamo persone perbene – ci tiene a precisare – Un gruppo parentale allargato che ha bisogno di lavorare e che vuole farvi divertire lavorando”.
“Sulla costa abbiamo le nostre case, e la vita di tutti i giorni, ovviamente per spostarci utilizziamo i camper e le roulotte”, aggiunge, rivolgendo anche un ringraziamento al Comune che, dopo vari spostamenti, ha permesso di stare nella zona dell’ex Italtel.
“Veramente un’amministrazione formidabile, vicina anche alle nostre esigenze – assicura il gestore – Una legge del 1968 stabilisce che i Comuni debbano avere un’area attrezzata ad hoc. A noi questa va benissimo, davvero non sappiamo come ringraziare il sindaco, Massimo Cialente, e chi, insieme a lui, si è occupato della vicenda. Noi abbiamo tutto in regola, dalle carte alle agibilità ai collaudi. Abbiamo capito le motivazioni per cui non hanno voluto che ci mettessimo a piazza d’Armi. La viabilità è importante e lì potevamo dare fastidio”.
“Qui va benissimo – ribadisce – c’è il parcheggio e anche la posizione è ottima, nelle belle giornate è pieno di sole”.
Tra colori e musica assordante, anche quest’anno ci sono delle belle novità: dai gonfiabili sospesi nell’acqua per i più piccini, al classico Extreme, con i suoi 5 minuti di adrenalina. E ancora il leggendario Tagadà con un deejay che fa anche intrattenimento e poi le macchine da scontro, di due tipi, e il tiro al bersaglio, il bruco mela e il crazy dance degli ovetti che girano velocissimi in cerchio.
“Rimarremo fino al 9 aprile, poi si smonta tutto e si va a Paganica per la festa patronale – conclude il giostraio – Stiamo girando per le scuole con dei ticket sconto, organizzeremo probabilmente anche delle offerte speciali”.
“Lavoriamo per voi, per farvi stare bene, per portare gioia soprattutto ai bambini dopo tutte le paure dei mesi scorsi”, conclude D’Ancelli.





