AIELLI – Si svolgerà sabato, in forma strettamente riservata, la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di Aielli (L’Aquila) a Gianni Letta.

Un’iniziativa che ha fatto molto discutere, poiché l’amministrazione comunale ha deciso, nel contempo, di intitolare una piazza del paese allo zio dell’ex sottosegretario e braccio destro di Silvio Berlusconi, Guido Letta, prefetto fascista.

A causa delle polemiche, la manifestazione fu rinviata, ma dopodomani Letta sarà ad Aielli accompagnato dalla sua famiglia, originaria del borgo marsicano.

In una nota Rifondazione comunista dell’Aquila ha auspicato che “Gianni Letta voglia prendere le distanze dall’inopportuna scelta dell’amministrazione comunale di intitolare una piazza al prefetto Guido Letta, il quale ricordiamo fu tra i più rigorosi attuatori delle leggi razziali emanate dal fascismo”.

“Pertanto – prosegue Prc – sarebbe opportuno che l’onorevole Gianni Letta, che ha ricoperto importanti ruoli istituzionali, proponesse all’amministrazione di rimuovere la statua e di far tornare all’antico nome di piazza Risorgimento la piazza stessa”.

“È una tempesta in un bicchier d’acqua – replica ad AbruzzoWeb il sindaco, Benedetto Di Censo – la storia è una cosa, la politica è un’altra: il prefetto Letta è un uomo che ha fatto tanto per Aielli, ha fatto costruire una chiesa monumentale con un sacrario altrettanto importante, un pastificio che ha dato lavoro a 70 famiglie, ha ricostruito gli edifici scolastici, così come esistono ancora strade intitolate a Stalin, a Lenin o a Che Guevara è del tutto naturale che ci sia anche una piazza per lui”.

“Comunque – sottolinea Di Censo – ricordo che Guido Letta era un prefetto di carriera, non era stato nominato dal partito fascista e, tra l’altro, ebbe sempre delle posizioni moderate, anzi: conservo degli scritti in cui si dissocia dal fascismo più intransigente”.

“Lo dimostra il fatto che anche il nipote, Enrico Letta, che certo non è un fascista come non lo sono io – aggiunge il primo cittadino – sarà presente alla cerimonia”.

“Tutta questa vicenda – spiega Di Censo – è nata grazie a un fomentatore locale, un ex attivista di Lotta continua sodale dei vari Sofri, Pietrostefani e Bompressi, che ha aizzato un gruppetto contro l’amministrazione, ma con scarsi risultati, quando inaugurammo la piazza non ci fu nessuna contestazione e la popolazione è unita nel ricordo di una persona che ha portato soldi e ricchezza al paese, a differenza di uno come il senatore Luigi Lusi, che venne qui a fare casino contro l’intitolazione e poi abbiamo visto la fine che ha fatto”.

“Pure sul fatto che avremmo cambiato il nome a piazza Risorgimento – conclude il sindaco – è un falso storico, esiste già una via con quel nome e lo slargo attiguo è stato chiamato così anche se è una cosa che non è mai stata ufficializzata, gli anziani del paese mi raccontano che gli diedero quell’appellativo perché lì nacque la chiesa ricostruita dopo il terremoto, in quel senso va inteso il ‘risorgimento’ e non come momento storico”. (pi.bi.)