L’AQUILA – “Appena 30 giovani aziende agricole (su 190 under 40 insediati nel 2025 e circa 900 dal 2022) potranno accedere al bando SRD01 ‘Investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole’. Con il nuovo plafond da 10 milioni di euro, sarà finanziato solo il 3% delle giovani imprese potenzialmente beneficiarie: le altre dovranno attendere il 2029 per poter contare su nuovi contributi per ammodernare strutture e attrezzature. Un colpo durissimo alla nuova generazione di agricoltori che rappresenta il futuro del comparto”.
Questa la denuncia della Coldiretti Abruzzo che, in una nota, ha espresso “forte preoccupazione e dissenso per la decisione della Regione Abruzzo, formalizzata con la determinazione DPD018/874 del 4 novembre 2025, di ridurre la dotazione del bando da 15 a 10 milioni di euro”.
Subito la replica del vicepresidente della Giunta regionale, con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente: “È doveroso precisare che non si tratta di un taglio arbitrario o di una riduzione delle risorse destinate agli investimenti produttivi delle aziende agricole ma di una scelta tecnica e responsabile, necessaria a garantire la transizione dei progetti della precedente programmazione 2014–2022 nel nuovo Piano Strategico della PAC”.
COLDIRETTI: “TAGLI PER 5 MILIONI, UNA COLTELLATA”
“Un taglio di 5 milioni di euro, pari a circa un terzo del totale inizialmente previsto, è una coltellata alle imprese agricole abruzzesi, che operano in un contesto già reso complesso da emergenze climatiche, rincari energetici e logiche di mercato instabili – dichiara il presidente di Coldiretti Abruzzo, Pietropaolo Martinelli – La riduzione delle risorse è gravissima perché va contro il principio stesso che ispira il bando, uno strumento strategico pensato per favorire l’innovazione aziendale, sostenere i giovani agricoltori e aiutare le aziende delle aree interne e svantaggiate”.
Non le manda a dire il direttore regionale Marino Pilati, che evidenzia come “il taglio sia stato attuato senza alcun confronto e al di fuori del tavolo di partenariato. Si sta togliendo il sostegno più concreto allo sviluppo delle imprese – afferma Pilati – Questo taglio è un vero controsenso: occorrono più risorse, non meno. Le nostre aziende, soprattutto quelle guidate da giovani, devono investire in macchinari, serre, irrigazione per rimanere competitive e sostenibili. Tagliare 5 milioni significa lasciare tantissime imprese senza la possibilità di programmare e crescere”.
Pilati aggiunge che Coldiretti Abruzzo “presenterà la prossima settimana un documento ufficiale di richieste alla Regione, già annunciato al Villaggio Coldiretti di Pescara, chiedendo il ripristino immediato della dotazione iniziale e una maggiore trasparenza nelle scelte che riguardano le politiche agricole regionali”.
Coldiretti ricorda inoltre che “in Abruzzo la dimensione media delle aziende agricole è storicamente inferiore alla media nazionale e che il tessuto produttivo si regge in larga parte su piccole imprese”.
“Il settore va incentivato e supportato – conclude Martinelli – mai come oggi sono necessarie scelte coraggiose e condivise. Ridurre le risorse è un passo indietro per l’agricoltura abruzzese e per l’intero sistema economico regionale”.
IMPRUDENTE: “NESSUN TAGLIO, RISORSE ACCANTONATE PER GARANTIRE TRANSIZIONE PSR-CSR”
“Abbiamo accantonato 19 milioni di euro all’interno del Piano Strategico della PAC – spiega Imprudente – per coprire i cosiddetti progetti in transizione della misura 4.1, molti dei quali avevano ricevuto soltanto l’anticipo e rischiavano di andare perduti. Era quindi indispensabile utilizzare parte delle risorse FEASR per evitare di compromettere questi investimenti e assicurare la piena continuità operativa alle aziende coinvolte”.
L’assessore precisa inoltre che “le economie che si genereranno al termine del PSR – una volta chiuso il bilancio dei progetti in transizione – saranno reimmesse nel bando SRD01 attraverso un meccanismo di scorrimento, incrementando la dotazione iniziale”.
“In sostanza, le risorse non vengono sottratte al comparto agricolo ma messe temporaneamente in sicurezza, con l’obiettivo di garantire la conclusione di tutti i progetti e, successivamente, di reintegrare SRD01 con le economie disponibili e con le risorse del cosiddetto top up, che uniscono la componente statale e quella regionale”.
Imprudente aggiunge che “la scelta è stata condivisa e validata nel Comitato di monitoraggio del CSR e non decisa unilateralmente dagli uffici regionali”.
“Abbiamo agito nella massima trasparenza e in coerenza con gli obiettivi comunitari – sottolinea – L’obiettivo prioritario resta il raggiungimento del target di spesa del PSR e la piena valorizzazione delle imprese agricole abruzzesi, soprattutto quelle guidate da giovani. Una volta completato il percorso di transizione, le risorse torneranno a disposizione del sistema produttivo con ulteriori opportunità di investimento”.
“Comprendiamo le preoccupazioni del settore – conclude Imprudente – ma è importante chiarire che nessun giovane agricoltore anzi nessun agricoltore verrà penalizzato: stiamo lavorando per garantire continuità, stabilità e futuro all’agricoltura abruzzese, rispettando gli impegni assunti e utilizzando ogni euro in modo efficiente e strategico”.




