PESCARA – “La Giunta Regionale, dopo aver ottenuto dal Governo centrale 30,5 milioni di euro per i danni causati dalle avversità atmosferiche dello scorso 4-5-6 marzo, ha deliberato, con una richiesta specifica al Ministero delle Politiche Agricole, lo stato di calamità naturale a tutela delle aziende agricole regionali, colpite da fenomeni metereologici estremi, che non possono essere annoverati tra i rischi non assicurabili”.
Lo scrive in una nota l’assessore alle Politiche agricole, Dino Pepe.
“Una delibera scritta bene, approvata nei termini di legge, con la quale le imprese agricole realmente danneggiate dalle piogge persistenti verificatesi nei giorni 4, 5 e 6 marzo scorso, non verranno penalizzate come affermato da Febbo e Sospiri – dice Pepe – Una smentita clamorosa fatta all’ex assessore all’agricoltura che dovrebbe conoscere a memoria gli adempimenti previsti dalla normativa vigente, il decreto legislativo 102 del 2004) che dall’insediamento del nuovo governo regionale non ha subito modifiche”.
Secondo l’assessore “per comprendere l’operato dell’assessorato alle Politiche agricole, necessita fornire alcune indispensabili puntualizzazioni per fare chiarezza e per evitare che con simili dichiarazioni demagogiche si possano creare false aspettative tra i produttori agricoli danneggiati dall’evento eccezionale”.
“Il citato decreto 102 – spiega in tal senso – prevede misure volte a incentivare la stipula di contratti assicurativi e interventi compensativi, esclusivamente nel caso di danni a produzioni, strutture e impianti produttivi non inseriti nel Piano assicurativo agricolo annuale, nei limiti previsti dalla normativa comunitaria e delle risorse disponibili sul Fondo di solidarietà nazionale. Possono beneficiare degli aiuti, le imprese ricadenti nelle zone delimitate dalla Regione che abbiano subito danni superiori al 30 per cento della produzione lorda vendibile”.
“Febbo dovrebbe sapere che il Piano assicurativo agricolo per l’anno 2015, approvato con decreto numero 5447 del 10 marzo scorso, considera assicurabili quasi tutte le produzioni vegetali, alcune strutture aziendali e le avversità come l’alluvione, la siccità, il gelo e la brina, l’eccesso di neve e di pioggia, la grandine, i venti forti, il colpo di sole e gli sbalzi termici – aggiunge inoltre – Possono essere incentivati, quindi, solo ed esclusivamente i danni arrecati alle strutture aziendali non assicurabili come strade, fabbricati, scorte e le infrastrutture connesse all’attività agricola, tra cui quelle irrigue e di bonifica. Se si considera inoltre, che il Fondo di solidarietà dispone di scarsissime risorse finanziarie si comprende facilmente che dal 2004, l’orientamento del Governo centrale è quello di incentivare sempre di più la stipula di contratti assicurativi attraverso la riduzione del costo delle polizze assicurative”.
A detta dello stesso Pepe “sull’esclusione dell’intera provincia dell’Aquila, della Marsica, gran parte del Vastese e della Val Vibrata, va precisato semplicemente che gli Uffici competenti della Regione non hanno riscontrato un danno superiore al 30 per cento della produzione lorda vendibile, percentuale minima per poter richiedere l’applicazione del decreto 102”.
“Anche in questo aspetto si nota la volontà di voler strumentalizzare il provvedimento di Giunta. Infatti, Febbo non ha considerato che nelle aree interne come la Marsica, le prime lavorazioni agricole vengono effettuate a metà aprile circa – conclude – L’ex assessore, anziché preoccuparsi di mettere in evidenza gli eventuali errori altrui, dovrebbe riflettere sul suo operato: è sufficiente, infatti, ricordare che per i danni arrecati dall’alluvione del 2 dicembre 2013, non è riuscito neppure a sensibilizzare la Giunta per la richiesta dello stato di calamità, nonostante i danni fossero notevolmente superiori a quelli arrecati dalle piogge persistenti verificatesi all’inizio di marzo dell’anno in corso”.





